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Messaggio Da Opera18 il Mar Giu 04, 2019 6:46 pm

Mi sono sempre chiesta come mai non lo avessero ancora premiato....
Era ora!!! La Bosch dovrebbe fargli un monumento, visto il successo del common-rail.
https://motori.virgilio.it/notizie/premiato-inventore-italiano-motore-diesel-common-rail/124867/
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Messaggio Da bull62 il Mar Giu 04, 2019 9:46 pm

Hai totalmente ragione, trovo incomprensibile perchè un riconoscimento arrivi così in ritardo.
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Messaggio Da karme70 il Gio Giu 06, 2019 7:44 am

Sì....la paternità del common rail è sempre passata inosservata.....chissà...forse un tentativo di appropriarsene ...o forse hanno pagato lautamente il diritto d'autore affinchè la notizia non trapelasse per un certo numero di anni


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Messaggio Da spider il Gio Giu 06, 2019 1:09 pm

Ho piacere che sia stato pubblicamente riconosciuto il valore del suo operato. Tanti validi professionisti rimangono nell'ombra mentre ottengono visibilità persone di scarso valore che diventano personaggi solo grazie alle capacità di apparire sui social media. Un mondo distorto.
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Messaggio Da Opera18 il Gio Giu 06, 2019 5:09 pm

karme70 ha scritto:Sì....la paternità del common rail è sempre passata inosservata.....chissà...forse un tentativo di appropriarsene ...o forse hanno pagato lautamente il diritto d'autore affinchè la notizia non trapelasse per un certo numero di anni
No, si sapeva da dove veniva l'idea e chi la aveva realizzata già alla presentazione della 156. Il brevetto era Fiat e fu stoltamente venduto alla Bosch.
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Messaggio Da Nicorizz il Ven Giu 07, 2019 1:41 am

Fiat, ma anche tutti i costruttori di auto non sono più in grado di partire dalla materia prima grezza per realizzare un'auto.
La realizzazione di un sistema come il common rail internamente a Fiat non avrebbe mai raggiunto i livelli qualitativi necessari per un impiego su vettura.

Affidare a un fornitore di componentistica il perfezionamento e l'industrializzazione del sistema era d'obbligo. Un fornitore (Bosch, Continental o TRW, per citar i più blasonati in Europa) per fornire un componente deve assicurarne la qualità assoluta e ne risponde in caso contrario.

Pensate che i pezzi che vi sostituiscono in garanzia li paghi il car maker?
Mah! Qualcuno sì... la stragrande maggioranza invece finisce raccolto e spedito con azione di rivalsa verso il fornitore. Il fornitore analizza a fondo i pezzi resi, e magari dice che era stato un uso errato da parte del cliente finale oppure suggerisce modifiche da apportare per eliminare la causa del malfunzionamento, poi bisogna capire se era stato il fornitore o il car maker a progettarlo.
Solitamente al fornitore vengono date specifiche e prestazioni richieste e poi è responsabilità del fornitore arrivare alla "forma definitiva".

Stoltamente... Forse avrebbero potuto ricavarne di più, ottenere royalties più alte... ma nel bilancio della faccenda l'alternativa era come aver fatto una bellissima tesi di laurea poi finita dimenticata su qualche scaffale polveroso...

I brevetti non servono a "nascondere" ma esattamente a "diffondere" garantendo il diritto del profitto all'inventore.
VW ha continuato a sviluppare i suoi carissimi (in tutti i sensi $$$) iniettori pompa proprio perché qualcuno aveva messo un certo veto su qualche "utilizzatore"...
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Messaggio Da karme70 il Ven Giu 07, 2019 7:29 am

Molto amara e realistica questa analisi di Nicorizz......in effetti cosa sarebbe successo se il brevetto fosse rimasto da noi? Probabilmente ha ragione lui...non avrebbe avuto il successo sperato come spesso accade in Italia dove le cose non vengono valorizzate. Per fare un raffronto con il patrimonio artistico in qualsiasi paese d'Europa sono capaci di spacciarti un comunissimo sasso come "la roccia dove riposò Udalrico XXIII" e farne un punto di attrazione ....da noi il patrimonio archeologico sta andadno letteralmente in polvere e non se ne occupa nessuno. L'unica fortuna è per chi si è fatto assumere come custode e magari a farsi dare anche la pensione per nn fare nulla tutta la vita


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Messaggio Da Opera18 il Ven Giu 07, 2019 9:49 am

Nicorizz scrive:
"Fiat, ma anche tutti i costruttori di auto non sono più in grado di partire dalla materia prima grezza per realizzare un'auto.
La realizzazione di un sistema come il common rail internamente a Fiat non avrebbe mai raggiunto i [u]livelli qualitativi necessari per un impiego su vettura."


Su questa frase dissento. Perché? Perché il brevetto del common-rail fu venduto SOLO per ragioni di cassa immediata. Punto! In Fiat c'erano tutte, dico tutte, le capacità e la tecnologia per sviluppare l'idea in proprio, come spiega benissimo l'ing. Cena che all'epoca era responsabile del progetto Lancia K. Ma la visuale miope di alcuni dirigenti dell'epoca suggerì invece di vendere il brevetto.
Dimostrazione? Il Multi-air, che altro non è che il common-rail applicato al benzina, brevetto Fiat, sviluppato in Fiat e prodotto in FCA. Che è la ragione del successo dei veicoli Chrysler sul mercato americano e dà ottimi risultati sui motori FCA. Non so se ricordate, ma Marchionne, parlando del multi-air, disse: "non ripeteremo l'errore di vendere il brevetto come abbiamo fatto con il common-rail." QUesta è storia, non un'opinione.


Ultima modifica di Opera18 il Ven Giu 07, 2019 10:00 am, modificato 1 volta
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Messaggio Da Opera18 il Ven Giu 07, 2019 9:59 am

Altra cosa su cui si può aprire un mare di discussioni.
Sempre Nicorizz scrive:
Fiat, ma anche tutti i costruttori di auto non sono più in grado di partire dalla materia prima grezza per realizzare un'auto.

Questo è vero se si guarda solo a una parte del panorama automobilistico. Partire dalla materia grezza che cosa significa? Che vado in miniera, estraggo l'acciaio, costruisco un altoforno in casa e ricavo il metallo? No, non ha senso!
E quando mai le case hanno costruito da zero l'auto in casa? Nemmeno negli anni Dieci-Venti, quando producevano il solo telaio con motore e sospensioni. Poi hanno fatto in casa la selleria e tutto il resto, fino a quando la motorizzazione non è stata di massa e i numeri erano pochi. Oggi, per un grande costruttore, fare tutto in casa implicherebbe avere un'azienda colossale, ingestibile, con costi finali del prodotto assolutamente fuori mercato. Non è una questione di capacità, ma di conto economico.
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Messaggio Da longjohn il Ven Giu 07, 2019 10:27 pm

Nicorizz scrive:
"Fiat, ma anche tutti i costruttori di auto non sono più in grado di partire dalla materia prima grezza per realizzare un'auto.
La realizzazione di un sistema come il common rail internamente a Fiat non avrebbe mai raggiunto i [u]livelli qualitativi necessari per un impiego su vettura."

Su questa frase dissento. Perché? Perché il brevetto del common-rail fu venduto SOLO per ragioni di cassa immediata. Punto! In Fiat c'erano tutte, dico tutte, le capacità e la tecnologia per sviluppare l'idea in proprio, come spiega benissimo l'ing. Cena che all'epoca era responsabile del progetto Lancia K. Ma la visuale miope di alcuni dirigenti dell'epoca suggerì invece di vendere il brevetto.
Dimostrazione? Il Multi-air, che altro non è che il common-rail applicato al benzina, brevetto Fiat, sviluppato in Fiat e prodotto in FCA. Che è la ragione del successo dei veicoli Chrysler sul mercato americano e dà ottimi risultati sui motori FCA. Non so se ricordate, ma Marchionne, parlando del multi-air, disse: "non ripeteremo l'errore di vendere il brevetto come abbiamo fatto con il common-rail." QUesta è storia, non un'opinione.
Devo appoggiare Opera18 - sono dello stesso parere anche io.
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Messaggio Da longjohn il Ven Giu 07, 2019 10:32 pm

Altra cosa su cui si può aprire un mare di discussioni.
Sempre Nicorizz scrive:
Fiat, ma anche tutti i costruttori di auto non sono più in grado di partire dalla materia prima grezza per realizzare un'auto.
Questo è vero se si guarda solo a una parte del panorama automobilistico. Partire dalla materia grezza che cosa significa? Che vado in miniera, estraggo l'acciaio, costruisco un altoforno in casa e ricavo il metallo? No, non ha senso!
E quando mai le case hanno costruito da zero l'auto in casa? Nemmeno negli anni Dieci-Venti, quando producevano il solo telaio con motore e sospensioni. Poi hanno fatto in casa la selleria e tutto il resto, fino a quando la motorizzazione non è stata di massa e i numeri erano pochi. Oggi, per un grande costruttore, fare tutto in casa implicherebbe avere un'azienda colossale, ingestibile, con costi finali del prodotto assolutamente fuori mercato. Non è una questione di capacità, ma di conto economico.
Idem come sopra.
Comunque sta anche di fatto che se gli ingegneri Fiat non andavano a curiosare alla Caterpillar.....
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Messaggio Da karme70 il Sab Giu 08, 2019 7:14 am

Se lo hanno venduto è evidente che hanno fatto fatto una cattiva valutazione della questione....molto probabilmente hanno pensato "meglio poco e subito che trovarsi un progetto che non decolla e aver speso un sacco di soldi" ....probabilmente come dite non voi non avevano più risorse per per farlo partire alla grande


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Messaggio Da Opera18 il Lun Giu 10, 2019 11:43 am

Perché avrebbero dovuto trovarsi con un progetto che non sarebbe decollato? Il dubbio non esisteva perché erano chiari fin dalle prove i vantaggi, tant'è vero che nel breve volgere di pochi anni il common-rail è diventato uno standard mondiale. E non era neppure questione di risorse, che c'erano. Bastava avere voglia di investire e non di fare cassa facilmente. La cassa l'avrebbero alla fine fatta in Fiat anziché in Bosch. Fu un errore madornale, senza appigli nè scusanti.

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