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la conclusione di un'epoca?

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la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da teebreda il Dom Lug 22, 2018 11:57 am

Nelle ultime ore, l'evoluzione clinica dell'AD della FCA, pur mascherata da bollettini medici fuorvianti, è stata tale da considerarsi irreversibile.
Non mi soffermo sulla caduta di stile di sostituirlo ante mortem, al di là di qualsivoglia interesse di borsa; sottopongo invece qualche riflessione sugli effetti del suo agire in questi anni, chiedendo di condividere e dibattere qualche dubbio che sembra riaffiorare sul destino della Fiat.
Sono dati di fatto le difficoltà economiche della Fiat all'inizio del suo mandato e l'attuale ampio risanamento economico, così come lo spostamento della produzione di vetture dalla tipologia "di massa" a quella premium, quantitativamente ridotta, ma remunerativa.
Altri elementi incontrovertibili: un disinvolto svincolamento dai rapporti con i sindacati dei lavoratori, un disinvolto spostamento delle sedi di produzione e di incardinamento finanziario.
Ed ora, veniamo agli italiani, i lavoratori e compratori:
Fiat negli anni 60, 70, 80 offriva loro una gamma di auto vastissima e completa per opzioni inerenti gli aspetti delle dimensioni e lussuosità; Lancia ed Alfa Romeo si posizionavano in quello che oggi pomposamente si definisce settore premium, con scelte davvero diversificate.
FCA oggi offre una serie di derivazioni di pianali comuni: 500L, X, ecc., più nulla nel settore ammiraglie per la classe media, ha annientato Lancia e scarsissima identità ha conservato Alfa Romeo. Ma resta l'opzione di acquistare una jeep, e con essa transitare davanti al duomo di Milano o in piazza Navona.  Può la salute finanziaria di una azienda essere bastevole a consolare per le perdite di identità, di immagine e di adeguatezza alle esigenze reali e non indotte del mercato italiano?
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da longjohn il Dom Lug 22, 2018 1:21 pm

Ma tu, invece, cosa avresti fatto?
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da Opera18 il Dom Lug 22, 2018 6:04 pm

Marchionne ereditò una situazione già pesantemente compromessa con la cessione della Fiat alla General Motors, ricordate? Ha avuto il merito di risanarla lavorando come e dove poteva, perché in Italia, non dimentichiamolo, per due decenni la Fiat è stata indicata dai sindacati e dai partiti di sinistra come il nemico del popolo. Marchionne ha salvato in Italia il salvabile, per il resto non poteva certo fare miracoli, del resto che fine ha fatto in generale la nostra industria? Poteva forse seguire la Fiat una sorte diversa?
Gli errori strategici risalgono agli anni Novanta, quando furono chiusi marchi come Autobianchi e Innocenti e si decretò la fine della Lancia...che ora langue come un vecchio in agonia. È chiaro che così vengono meno alternative italiane alle auto straniere. Per quanto riguarda la riduzione spaventosa della gamma Fiat (e anche Alfa Romeo), secondo me la causa fu una perdita di fiducia nelle sorti del Paese e dell'industria che spinse a non investire in nuovi modelli. Peccato che altri colossi dell'auto (Volkswagen) non facessero così!! Seguirne l'esempio, no, eh?
Comunque, opionione personale, sono convinta che senza Marchionne la Fiat oggi sarebbe solo un ricordo. Senz'altro Jeep e Chrysler non sarebbero vive senza di lui. Ma è stato possibile salvarle in America, se fossero state da noi il miracolo, con i politici mediocri che avevamo, non sarebbe riuscito.
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da rama il Lun Lug 23, 2018 9:11 am

Ho sempre nutrito stima per l'AD Marchionne, persona di indubbie capacità.
Ha dovuto certamente fare i conti con la situazione Italia e i mercati globalizzati.
Ai tempi di Agnelli erano gli stessi sindacati a perorare gli interessi di Fiat a Roma, chiedendo e ottenendo contributi per poter mantenere l'occupazione, situazione che ha anche permesso alla famiglia Agnelli di trarne benefici.
Oggi Fiat ha poco da proporre, come citato sopra si è puntato su veicoli di livello superiore, che con i costi di produzione italiani riescono ad avere un margine operativo. Come al solito il Paese Italia non si è reso conto che la concorrenza non c'è solo tra privati ma anche tra gli Stati. Se hanno scelto l'Olanda per la tassazione è perché da noi è difficile, se non impossibile, aprire trattative sulla tassazione, anche perché i nostri politicanti sarebbero ricattabili anche dal calzolaio cinese : o poche tasse o chiudo.
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da karme70 il Lun Lug 23, 2018 9:23 am

Opera18 ha scritto:Marchionne ereditò una situazione già pesantemente compromessa con la cessione della Fiat alla General Motors, ricordate? .

Finalmente qualcuno che la legge dal lato giusto ...visto che all'epoca sembrava che GM venisse salvata da Fiat!!!!! Era inevitabile che ne finisse fagocitata.
Perfettamente d'accordo su tutto il resto. Finchè la politica italiana resterà arroccata sulla difesa dei privilegi acquisiti dalla casta e non farà piani per incentivare il lavoro e salvare la sana imprenditoria la via può essere solo quella del baratro


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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da Opera18 il Lun Lug 23, 2018 12:09 pm

rama ha scritto:Ho sempre nutrito stima per l'AD Marchionne, persona di indubbie capacità.
Ha dovuto certamente fare i conti con la situazione Italia e i mercati globalizzati.
Ai tempi di Agnelli erano gli stessi sindacati a perorare gli interessi di Fiat a Roma, chiedendo e ottenendo contributi per poter mantenere l'occupazione, situazione che ha anche permesso alla famiglia Agnelli di trarne benefici.
Oggi Fiat ha poco da proporre, come citato sopra si è puntato su veicoli di livello superiore, che con i costi di produzione italiani riescono ad avere un margine operativo. Come al solito il Paese Italia non si è reso conto che la concorrenza non c'è solo tra privati ma anche tra gli Stati. Se hanno scelto l'Olanda per la tassazione è perché da noi è difficile, se non impossibile, aprire trattative sulla tassazione, anche perché i nostri politicanti sarebbero ricattabili anche dal calzolaio cinese : o poche tasse o chiudo.

Rama, non so dove tu abbia letto che i sindacati, ai tempi di Agnelli, avessero perorato la causa Fiat presso Roma!!! Questa francamente non l'ho mai sentita!! Mi citi la fonte, per favore?
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da teebreda il Lun Lug 23, 2018 6:37 pm

grazie per la partecipazione alle riflessioni proposte; da parte di chi scrive non ci sono soluzioni, ma alcune convinzioni da sottolineare:
1) una casa automobilistica conserva prestigio e quindi si "apprezza" nel mondo se conserva una sua identità di forme e di vocazione nel tempo; i popoli dei vari paesi, insomma, la riconoscono facilmente per caratteri morfologici: un esempio sono alcune Case tedesche e britanniche. Globalizzare le forme è a lungo termine controproducente. Un marchio che si autoconserva, ad esempio è proprio Jeep, nell'ambito della FCA, non purtroppo la Fiat e neppure l'Alfa Romeo.
2) il caso Lancia è stato drammatico: pensiamo all'omicidio (passiamo il termine traslato dall'uomo alle vetture) delle ammiraglie adeguate alla società medioborghese italiana: Thema, Thesis (bella, incompresa, con potenzialità di miglioramento enormi). Un regalo totale ad altre Case estere.
3) gli utenti / acquirenti non sono tonti, anche se parzialmente orientati nelle loro scelte dalla stessa produzione automobilistica disponibile al momento in cui decidono di avviarsi ad una scelta. Vorrei ricordare la tragedia della Thema 300C, un oggetto rimarchiato risultato da subito invendibile in Italia per incompatibilità col gusto locale, dimensioni e proporzioni. Lo avrebbe capito anche un bimbo delle scuole primarie. Ecco, se volete, aggiungo la Flavia/USA; ma basta così, perché fa troppo male pensare alla Flaminia del 1958 di Pininfarina.
Se si è grandi strateghi del mondo dell'auto, come si può accettare il compromesso di coscienza di non provare vergogna a ridurre così lo stile italiano? Non conta proprio nulla l'amor proprio di guidare una Casa che ha un suo stile italiano abbassandola a proporre prodotti così demoralizzanti? E la finanza è tutto? Forse sì.
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da karme70 il Lun Lug 23, 2018 7:42 pm

Meriti punto reputazione!!!! Tocchi un tasto dolente.....di esterofilia ne abbiamo parlato a lungo....quello è un difetto tipico di questo paese: tutto quello che fanno gli altri è migliore! E quando cominci ad andare davani a Mirafiori e vedere che gli operai comprano Citroen, VW, BMW.....siamo veramente alla frutta! Prova a vedere davanti ai cancelli della VW che macchine parcheggiano......
Il commerciante, il dentista, l'architetto.......se non compra jaguar, BMW, Mercedes si sente un pezzente! Nessuno di questi tre (presi a caso) ha mai pensato che così facendo ha fatto perdere posti di lavoro, reddito a tante famiglie e di conseguenza potere d'acquisto delle famiglie stesse che così non comprano più da lui o si servono dei suoi servizi!!!!!!!! Belle teste coronate!!!!
Per quanto riguarda la perdita di prestigio delle nostre case automobilistiche io sono convinto che era tutto calcolato e non da attribuire a semplice sciattoneria ......Le 164 , le Thema , Le Croma si vendevano come il pane e ci voleva poco a farle diventare meglio delle colleghe tedesche....


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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da Opera18 il Lun Lug 23, 2018 9:13 pm

Non capisco quel "era tutto calcolato". I manager, di solito, non calcolano il degrado delle aziende per un semplice motivo: se l'azienda degrada, loro non guadagnano e la loro reputazione subisce seri danni. Perché mai dovrebbero fare questi calcoli?
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da teebreda il Lun Lug 23, 2018 9:44 pm

karme70 ha scritto:Meriti punto reputazione!!!! era tutto calcolato e non da attribuire a semplice sciattoneria ......Le 164 , le Thema , Le Croma si vendevano come il pane e ci voleva poco a farle diventare meglio delle colleghe tedesche....
Grazie per la considerazione.
Temo che sciattoneria vada sostituito con incompetenza, superficialità, nepotismo; nel mondo industriale, capita che persone prese da una cerchia di conoscenti o parenti siano messe ai posti di comando, nipotini mezzi falliti assurgano al ruolo di dirigenti di strutture per loro gigantesche.  E la nesciente supponenza che li accompagna, non faccia loro neppure venire il dubbio di errare. Se poi si lavora nel settore dell'auto, il passo verso il mancato riconoscimento della necessità di conservare buoni prodotti che vendono bene è molto probabile.
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da karme70 il Mar Lug 24, 2018 9:00 am

Opera18 ha scritto:Non capisco quel "era tutto calcolato". I manager, di solito, non calcolano il degrado delle aziende per un semplice motivo: se l'azienda degrada, loro non guadagnano e la loro reputazione subisce seri danni. Perché mai dovrebbero fare questi calcoli?

Cara Opera18......mi pare che l'Italia sia l'unico paese dove aziende vanno con le gambe all'aria ma i manager se ne escono con corpose liquidazioni e poi vengono immediatamente reimpiegati in altre aziende per fare nuovi danni......ci sono molti esempi sia nel campo delle telecomunicazioni che delle aziende chimiche e petrolifere ......non so spiegarti il perchè di questo ...ma qui funziona così!!! E io penso che se un manager riesce a fare questi guadagni facendo danni o siamo in un paese di psichiatrici o il crollo dell'azienda era uno degli obbiettivi previsti dall'inizio.


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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da Opera18 il Mar Lug 24, 2018 9:57 pm

Non funziona così, almeno nel privato. Nel pubblico è diverso perché il manager è asservito alla politica, non all'azienda. E se ha fatto gli interessi della politica è premiato. Ma la Fiat non è un'azienda pubblica e risponde agli azionisti, non alla politica. Quindi il manager che si riveli poco adatto viene liquidato, non premiato!
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da longjohn il Mer Lug 25, 2018 8:54 am

Essendo stato 40 anni nel campo, sostengo da tanto tempo che oggi i manager sono di scarsissima qualita' e che i tecnici hanno un loro mercato ( parole che i datori di lavoro non vogliono neanche sentire e tantomeno ammettere).
Se si lasciano andare via i (buoni) tecnici italiani (anni '80/90) assunti da BMW/WV/Mercedes/Renault ecc., ne consegue che per un decennio "sforni " prodotti di scarsa qualitra' - poi te ne accorgi ( operazioni...alla Marchionne) e riassumi o strappi ai concorrenti nuovamente i grandi progettisti che in un altro decennio ti rifanno un parco auto all'alteza ( oggi il prodotto Fiat non e' da meno degli altri, credetemi - ci ho lavorato su e per entrambi).
Purtroppo l'impronta dei precedenti 20 anni di miseria rimane nella psiche dell'acquirente che tende a fare sempre disfattismo e esterofilia come giustamente indicato.
Ricordatevi che ai tempi, mentre i vari dottori come dicevate usavano le mercedes ecc. noi Italiani usavamo Croma e Thema per andare a vendemmiare o a funghi. Certo che duravano magari meno !!
Manager : la tendenza degli ultimi 20 anni o piu' e' quella di fare i numeri a costo ( certezza) di lasciare il deserto davanti e povero sucessore !
Ma l'importante e ' avere il nome sull'albo d'oro aziendale per il prestigio.
Non si lavora piu' per il domani, insomma.
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da longjohn il Mer Lug 25, 2018 8:57 am

Inoltre: si lasciano andare ( o si licenziano) dei progettisti magari con stipendio alto per le casse in crisi, ma ricordatevi bene che un buon tecnico SI PORTA A CASA LO STIPENDIO DA SOLO per cui non e' mai abbastanza pagato.
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da michele131cl il Mer Lug 25, 2018 1:23 pm




Sergio Marchionne è morto. Addio al manager che cambiò Fiat
Il manager si è spento nella clinica di Zurigo dove era ricoverato da diverse settimane. Elkann: 'Coltiveremo i suoi valori'

Addio a Sergio Marchionne. Il manager è morto a Zurigo, nella clinica dove era ricoverato da fine giugno. Accanto a lui la compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyler. "E' accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l'uomo e l'amico, se n'è andato", ha detto John Elkann, presidente di Exor, la holding della famiglia, annunciando la morte dell'ex amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne. "Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell'esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore".

Fca è piatta in Borsa dopo l'annuncio della morte dell'ex a.d Sergio Marchionne a Zurigo all'ospedale universitario. Il titolo del gruppo che oggi svela anche i conti, segna un -0,12% a 16,53 euro. Anche Exor è poco mossa (-0,04% a 55,56 euro). Ferrari perde l'1,66% a 112,45 euro. Cnh segna un +0,33% a 9 euro.

Nato a Chieti 66 anni fa, figlio di un maresciallo dei Carbinieri. Studi in Canada (tre lauree in Filosofia, Economia, Giurisprudenza e master in Business Administration), domicilio in Svizzera, due figli, Marchionne, l'uomo dal maglioncino nero, ha vissuto gli ultimi anni tra Torino e Detroit, guidando la 'rivoluzione' che ha portato in Borsa Cnh Industrial e Ferrari.

Un manager al centro anche delle relazioni politiche mondiali, da Obama a Trump, che in Italia ha respinto l'invito di Silvio Berlusconi a candidarsi con il centrodestra e ha avuto una lunga luna di miele con l'ex premier Matteo Renzi dal quale ha poi preso le distanze.

A Torino Marchionne lo aveva portato Umberto Agnelli, che lo aveva conosciuto in Sgs e lo aveva voluto nel consiglio di amministrazione. Il primo giugno 2004, pochi giorni dopo la morte di Umberto, è l'uomo scelto per guidare la rinascita, con Luca di Montezemolo presidente e John Elkann vicepresidente.

Grande fumatore fino a qualche mese fa, Marchionne, appassionato di jazz e lirica ma anche di cantautori come De André, è l'uomo dal look casual. L'abito formale non l'ha mai amato. Nessun dress code rigoroso neppure agli appuntamenti ufficiali, come la visita della Merkel a Maranello. Il suo preferito è il pullover nero a girocollo, comprato in serie su internet. Niente mondanità, meglio un libro o una buona cena, l'attesa di una vita più normale con la sua compagna Manuela che è rimasta fino alla fine accanto a lui. "Marchionne lascerà un copione o istruzioni? Non ci sono copioni. Fca è un insieme di culture e di manager nati dalle avversità", sono le sue ultime parole a Balocco.

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/07/25/sergio-marchionne-e-morto_356a3938-64fa-4822-980b-40f376861dbe.html
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Messaggio Da longjohn il Mer Lug 25, 2018 2:29 pm

Si puo' pensarla in tanti modi ma penso che un fatto sia ineccepibile: AVEVA LE PALLE !!!
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Messaggio Da rama il Mer Lug 25, 2018 3:08 pm

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Messaggio Da teebreda il Mer Lug 25, 2018 4:34 pm

forse è diventato difficile capire che si può risanare un'azienda dal punto di vista finanziario, ma accettando di snaturarla per identità, vocazione produttiva; non mi è del tutto chiaro il passaggio di longjohn in cui parla di alcuni modelli utilizzati per vendemmiare, ma credo fossero anche usati per andare a dirigere un reparto universitario di medicina (ne ricordo).
Magari erano modelli così versatili da essere utilizzati anche la domenica per scampagnate. Era un valore aggiunto.
Ecco di quei modelli si ha nostalgia, a dire il vero, anche se Fiat era magari meno in salute finanziaria, non aveva sede legale in Olanda e fiscale in UK o vice versa.
Non riesco a nutrire simpatia per le scelte finanziarie fine a se stesse, insomma, anche se in Borsa tutto sale...
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da Opera18 il Mer Lug 25, 2018 9:15 pm

longjohn ha scritto:Essendo stato 40 anni nel campo, sostengo da tanto tempo che oggi i manager sono di scarsissima qualita' e che i tecnici hanno un loro mercato ( parole che i datori di lavoro non vogliono neanche sentire e tantomeno ammettere).
Se si lasciano andare via i  (buoni) tecnici italiani  (anni '80/90) assunti da BMW/WV/Mercedes/Renault ecc., ne consegue che per un decennio "sforni " prodotti di scarsa qualitra' - poi te ne accorgi ( operazioni...alla Marchionne) e riassumi o strappi ai concorrenti nuovamente i grandi progettisti che in un altro decennio ti rifanno un parco auto all'alteza ( oggi il prodotto Fiat non e' da meno degli altri, credetemi - ci ho lavorato su e per entrambi).
Purtroppo l'impronta dei precedenti 20 anni di miseria rimane nella psiche dell'acquirente che tende a fare sempre disfattismo e esterofilia come giustamente indicato.
Ricordatevi che ai tempi, mentre i vari dottori come dicevate usavano le mercedes ecc. noi Italiani usavamo Croma e Thema per andare  a vendemmiare o a funghi. Certo che duravano magari meno !!
Manager : la tendenza degli ultimi 20 anni o piu' e' quella di fare i numeri a costo ( certezza) di lasciare il deserto davanti e povero sucessore !
Ma l'importante e ' avere il nome sull'albo d'oro aziendale per il prestigio.
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Ci andrei cauto a dare degli incompetenti ai manager. Prima dobbiamo dare degli incompetenti a chi compera le auto, o le vuole zeppe di inutili accessori, o le compera straniere per definizione perché denigra i nostri prodotti.
E prima di dare degli incompetenti ai tecnici, darei degli incompetenti ai genitori che se il bimbo è scarso a scuola vanno lì e menano l'insegnante. E darei degli incompetenti ai vari ministri della pubblica istruzione che hanno fatto riforme una più sballata dell'altra. E darei degli incompetenti di nuovo ai genitori che vogliono la scuola facile con tutti promossi per non fare fatica.
Poi, alla fine, e solo alla fine, darei degli incompetenti ai manager. Ma prima vengono gli impiegati e gli operai che non sanno distinguere una fresa da un trapano.


Ultima modifica di Opera18 il Mer Lug 25, 2018 9:21 pm, modificato 1 volta
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da Opera18 il Mer Lug 25, 2018 9:21 pm

Il nome sull'albo d'oro per il prestigio in un'azienda non esiste. Stai confondendo, longjohn, le aziende manifatturiere con le finanziarie. Sono le finanziarie a comperare aziende, magari in difficoltà, spremerle come limoni per poi rivenderle a peso d'oro. È il loro mestiere.....i soldi li fanno così!
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da teebreda il Mer Lug 25, 2018 9:27 pm

Opera18 ha scritto:

Ci andrei cauto a dare degli incompetenti ai manager. Prima dobbiamo dare degli incompetenti a chi compera le auto, o le vuole zeppe di inutili accessori, o le compera straniere per definizione perché denigra i nostri prodotti.
E prima di dare degli incompetenti ai tecnici, darei degli incompetenti ai genitori che se il bimbo è scarso a scuola vanno lì e menano l'insegnante. E darei degli incomptetenti ai vari ministri della pubblica istruzione che hanno fatto riforme una più sballata dell'altra. E darei degli incompetenti di nuovo ai genitori che vogliono la scuola facile con tutti promossi per non fare fatica.
Poi, alla fine, e solo alla fine, darei degli incompetenti ai manager. Ma prima vengono gli impiegati e gli operai che non sanno distinguere una fresa da un trapano.


non possiedo il sistema dei punti ma considero adeguate le riserve su descritte in merito alle tendenze culturali attuali.

un minimo fuori dal coro, dico, per riassumere il mio pensiero, che è vero che la fiat sia stata presa 14 anni or sono quasi fallita, ma siamo sicuri che la fiat (leggasi fiat) oggi ci sia ancora e non sia comunque svanita?
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da Opera18 il Mer Lug 25, 2018 10:18 pm

Non è svanita, è la Fiat (maiuscolo!!) del 2018, non può essere quella del 1964.
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da longjohn il Ven Lug 27, 2018 9:46 am

Manager : la tendenza degli ultimi 20 anni o piu' e' quella di fare i numeri a costo ( certezza) di lasciare il deserto davanti e povero sucessore !
Ma l'importante e ' avere il nome sull'albo d'oro aziendale per il prestigio.
Non si lavora piu' per il domani, insomma.
Buffoni incompetenti ( non tutti, fortunatamente)
Leggere BENE, grazie.
Chiaro che per "albo d'oro" intendo un valore aggiunto per capacita' riscontrate nel fare i numeri ( appunto) e quindi avere un valore di ingaggio e conseguente peso sul mercato dei tecnici ( ecco il riallacciamento del mio discorso iniziale):
Purtroppo ci sono passato ed ho visto molto bene i comportamenti di questi nuovi manager ( ripeto :  NON tutti fortunatamente).
Vecchio stampo : facciamo cosi' punto e basta.
Nuovo stampo : lei come farebbe?
primo caso: responsabilita' assunta
secondo caso: se va male la colpa e' tua, se va bene Lui ha deciso ottimamente.
Tendenza generale ultime generazioni : si lavora "bene" ( al massacro) per 4-:-8 anni, si ottengono risultati sulla carta per la pace dei soci, poi si guadagna una barca di soldi in quanto appunto "capaci" e ci si vende ad una altra azienda che ti assume a fior di dollari.
Poi se mi licenzi per il mio blasone a contratto ti sveno.
In sostanza lavoro 15-:-20 anni e sono a posto - ( chi se ne fotte della pensione!!!)
Comunque: tronco il discorso in quanto non in sede adatta e comunque NON voglio denigrare nessuno e tantomeno un settore dove sono stato io stesso protagonista per 30 anni.[/u]
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da teebreda il Ven Lug 27, 2018 4:18 pm

Opera18 ha scritto:Non è svanita, è la Fiat (maiuscolo!!) del 2018, non può essere quella del 1964.

Sì, esatto, era maiuscolo; infatti era Fabbrica Italiana Automobili Torino
Quattro cose che, come ammetti tu, si sono evolute in altro.
E chi lo dice che non poteva essere quella del 1964, come Mercedes Benz o BMW o Volkswagen?
I mercati avversi e bari valgono sempre solo per le aziende italiane?
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Re: la conclusione di un'epoca?

Messaggio Da Opera18 il Ven Lug 27, 2018 9:40 pm

Volkswagen non è più quella del 1964. BMW e Mercedes neppure, perché si sono messe a fare auto in contrasto con la loro storia. Ma è l'evoluzione del mercato e il produttore intelligente si adegua.

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Re: la conclusione di un'epoca?

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