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Il Wankel, questo sconosciuto

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Opera18
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Il Wankel, questo sconosciuto

Messaggio Da Opera18 il Mar Mag 17, 2016 10:00 pm

Riporto, citando la fonte che è Automobilismo d'Epoca in un vecchio numero di novembre/dicembre 2005, un interessante spunto tecnico sul motore Wankel, a corredo di un articolo sulla NSU Ro 80.
È scritto in modo semplice, si legge tranquillamente, ma è tutto esatto!

"COM’E’ FATTO E COME FUNZIONA IL MOTORE WANKEL"

Il cuore della NSU Ro 80 è il motore rotativo Wankel, un’unità che, in quanto a tipologia di meccanismo, appartiene alla famiglia dei capsulismi rotativi. Nella fattispecie si tratta di un bi-rotore, comparabile, quanto a rotondità di funzionamento e ad assenza di vibrazioni, ad un sei cilindri in linea di tipo tradizionale.
La sua prerogativa principale, oltre all’assenza di forze alterne d’inerzia, è di ottenere potenze specifiche elevate, dote che fu immediatamente sfruttata…..a fini fiscali, dato che il 995 cm3 della Ro 80 fu prontamente equiparato, in quanto a tassazione (in Italia. n.d.r.) , a un duemila.
Nel Wankel la funzione di contenimento del pistone è svolta da una camera statorica i cui contorni hanno una forma detta epitrocoidale. A girare è invece un rotore (detto talvolta impropriamente pistone) a forma di triangolo con i lati ricurvi, che ruota attorno a un eccentrico solidale con l’albero motore.
Le tre cuspidi del rotore, ruotando, seguono il profilo interno dello statore e delimitano gli spazi che originano le diverse camere in cui si susseguono i quattro tempi del ciclo termodinamico.
Queste cuspidi alloggiano gli elementi di tenuta, la cui funzione è analoga ai segmenti del motore alternativo.
Anche il Wankel è quindi un motore a combustione interna, con un ciclo termodinamico molto simile a quello di un normale motore “Otto”. Ci sono le conosciute fasi di aspirazione, compressione, espansione e scarico, che avvengono però in un solo giro del rotore. Di qui la possibilità di ricavare elevate potenze specifiche.
Nel Wankel la miscela fresca e il gas generato dalla combustione entrano ed escono attraverso luci, la cui apertura o chiusura sono determinate unicamente dal moto del rotore, in modo simile a quanto avviene nei motori alternativi a due tempi.
Da ciò si vede che un primo vantaggio del Wankel è dato dal minor numero di componenti rispetto ai tradizionali motori a pistoni, con conseguente inferiore peso e ingombro. Il fatto poi che i rotori si muovano in sostanza attorno ad un asse orizzontale, consente di limitare lo sviluppo in altezza del motore, abbassando il baricentro della vettura analogamente a quanto avviene nei tradizionali motori boxer, pagando però, nei confronti del Wankel, un ingombro laterale considerevolmente maggiore.
Ma c’è un altro vantaggio, e non indifferente! Nel Wankel la velocità d’immissione della miscela aria-benzina è minore che in un motore alternativo, con conseguente riduzione delle perdite in aspirazione che dipendono in buona misura dal quadrato della velocità della colonna fluida.
Tale minore velocità è legata alla rapidità d’espansione della camera rotativa, ma anche alla possibilità di realizzare la luce di aspirazione di sezione più elevata rispetto ai motori tradizionali.
Senza addentrarci oltre in un discorso puramente tecnico, possiamo affermare che lo scarso successo di cui questo motore godette era dovuto unicamente al fatto di essere una tecnologia nuova, ancora da mettere a punto.
La NSU, da sola, più di così non poteva fare: sarebbe stato necessario un impegno generalizzato per sviluppare questo motore che soffriva dei problemi tipici della gioventù. Consumo elevato di olio ed alto tenore di idrocarburi incombusti allo scarico, erano tra i problemi da risolvere, i medesimi che avevano afflitto anche il motore tradizionale.
Ad eccezione di qualche prototipo sperimentale portato avanti da vari Costruttori, solamente la giapponese Toyo Kogyo, oggi Mazda, credette fino in fondo al Wankel, iniziando una mole di studi e di sperimentazione i cui risultati si vedono oggi.
Una Mazda con motore Wankel vinse alla grande una 24 Ore di Le Mans e, allo stato attuale, anche il motore rotativo supera tutti i test legati alle norme Euro-4. E si dice che funzioni molto bene se alimentato con idrogeno.


Aggiungo io, il Wankel si comporta meglio del diesel e dell'Otto in quanto a riduzione degli NOx, fattore prioritario negli USAe in Australia, meno da noi che invece privilegiamo la riduzione di CO e CO2.
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Re: Il Wankel, questo sconosciuto

Messaggio Da karme70 il Ven Giu 17, 2016 5:32 pm

Oggi ho parlato con un amico meccanico che ha finito un RO80 per un cliente. Gli ha montato un sistema di iniezione al posto dei carburatori. A quanto pare è una modifica che era stata ideata all'epoca e che mutuava un sistema di iniezione meccanica sperimentato su alcune Audi.....a quanto pare  pochissime e non so come diavolo questo cliente abbia scovato una delle poche auto che montava questo impianto per trapiantarlo sulla sua Ro80! la vettura presentava in precedenza un'altra modifica nell'impianto di alimentazione dove i suoi carburatori originali venivano sostituiti da un carburatore Pierburg. A detta del mio amico il motore con l'iniezione  gira molto meglio ed è molto più progressivo nel prendere i giri. Se volete posso chiedere altre informazioni


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Re: Il Wankel, questo sconosciuto

Messaggio Da rama il Ven Giu 17, 2016 6:19 pm

Non è così poi così sconosciuto, ne avevamo già parlato, il droghiere vicino a casa mia ne aveva una verde, cerchi in lega. Non mi convince il fatto che non fu sviluppato per ciò che riporta l'articolo, sotto sotto ci saranno stati altri problemi, consumi, costi, manutenzioni. Non ne ho mai sentito nessuno in moto. Ne sarei curioso. Anzi cerco su you tube.

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Re: Il Wankel, questo sconosciuto

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