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Strategie produttive europee

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Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Sab Mar 03, 2012 8:48 pm

Promemoria primo messaggio :

Sta FIat marpionne made fa sempre più ribrezzo. Comportamenti vomitevoli. In quanto alla tipo dobbiamo considerare che è proprio il pianale tipo-tempra che è servito da base per dedra e 155. QUindi è proprio molto naturale che studiassero qualche alternativa sportiva su quel pianale. In fondo è un buon pianale e l'estrema semplificazione dell'ancoraggio degli accessori lo rende molto "plasmabile" per diverse soluzioni. In quegli anni la 155 spopolava in pista ma se ci pensate il pianale era quello di un'auto progettata per il tutto avanti e per destinare spazi immensi a passeggeri e bagagli. Alla fine a parte motore e pilota davanti girava in pista con 6 metri cubi di aria dal sedile al rivestimento posteriore ! La 75, con la trazione posteriore era più equilibrata ...magari un pò più scomoda per una famiglia!


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mer Set 11, 2013 7:09 pm

Peugeot punta a tagliare altri impianti produzione -AD Varin

FRANCOFORTE, 10 settembre (Reuters) - Psa Peugeot Citroen punta ad arrivare ad altri tagli di impianti nelle sue trattative con i sindacati, secondo quanto riferisce l'AD Philippe Varin. Il manager sostiene che il debole incremento della domanda di auto sembra non riuscire a risolvere il cronico problema della sovracapcità produttiva in Europa.

Peugeot, che è incorsa nelle proteste dei ministri francesi e dei lavoratori l'anno scorso chiudendo un importante impianto e 8.000 posti di lavoro, ha di recente sottolineato che l'azienda ha bisogno di ridurre ulteriormente la capacità evitando chiusure immediate

http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL5N0H62S920130910
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Gio Set 19, 2013 6:52 pm

Psa, ipotesi scambi quote capitale con Dongfeng
Casa cinese è già partner del gruppo

PARIGI - Afflitta da gravi problemi finanziari, la casa automobilistica francese Psa Peugeot Citroen cerca aiuto in Cina. Secondo quanto rivela il quotidiano Les Echos, il gruppo avrebbe dato mandato a due banche internazionali di esaminare la possibilità di sottoscrivere un'alleanza più stretta con lo storico partner cinese Dongfeng, che comprenda anche scambi di quote di capitale. L'obiettivo di Psa, spiega al giornale una fonte vicina al dossier, è di definire uno scenario di collaborazione con l'azienda cinese che non comprometta l'altra alleanza strategica già stabilita, con General Motors, ritenuta indispensabile per migliorare i risultati delle marche Peugeot e Citroen sul mercato europeo. Allo studio ci sono diverse opzioni, tra cui una presa di partecipazione diretta di Dongfeng in Psa in occasione di un aumento di capitale, che potrebbe però, sempre secondo Les Echos, suscitare malcontento nei partner Usa e portarli a utilizzare la clausola di svincolo presente negli accordi. Un'altra soluzione, che sembra di più facile realizzazione, sarebbe la creazione di una joint venture paritaria tra Psa e Dongfeng, specificamente dedicata ai mercati emergenti.

http://www.ansa.it/motori/notizie/rubriche/industriamercato/2013/09/18/Psa-Peugeot-Citroen-stampa-ipotesi-alleanza-Dongfeng_9320794.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Ven Set 20, 2013 11:19 pm

Stop alla produzione della Ford B-Max
20 Settembre 2013




A causa della crisi europea, la Ford è stata costretta a prevedere periodi di stop nella fabbrica dove viene prodotta la B-Max.

INIZIATIVA RECENTE - Soltanto il 25 giugno dell’anno scorso la Ford comunicava con entusiasmo l’uscita del primo esemplare di Ford B-Max dai suoi stabilimenti rumeni di Craiova, dove era anche annunciata la produzione di un nuovo motore 1.5 a benzina. Ma la crisi dei mercati europei non dà scampo e la Ford deve regolare l’attività nell’impianto rumeno: una settimana di blocco della produzione era stata prevista da tempo per settembre, e ora un’analoga misura è stata presa per 13 giorni di ottobre. A farlo sapere è l’agenzia Reuters che fornisce la notizia come una comunicazione della Ford stessa.

SPERANZE E REALISMO - Secondo l’addetta stampa della Ford Romania - Ana Maria Timis - la casa confida che si tratti di una fase temporanea e che il mercato europeo migliori in modo da consentire la ripresa della produzione ai ritmi normali. Comunque, a seconda dell’evolversi della domanda, la produzione sarà modulata anche per i mesi di novembre e dicembre. Come dire che sono pronti ad altri periodi di sospensione della produzione. La fabbrica di Craiova è stata inaugurata nel 2008 e occupa attualmente circa 2.500 persone che producono 370 vetture e 1.000 motori al giorno. I periodi di sospensione della produzione tocca circa la metà degli addetti, che comunque anche nei giorni di stop riceveranno l’80% della retribuzione. La Ford B-Max da gennaio a luglio è stata venduta in Europa in 44.913 unità, risultando il quarto modello più venduto della sua categoria. Ma evidentemente ciò non basta.


http://www.alvolante.it/news/stop-alla-produzione-della-ford-b-max-329209
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mer Ott 09, 2013 10:28 pm

Gruppo PSA
Pronto a cedere il 30% ai cinesi



Il Gruppo Psa ha confermato l'apertura di una trattativa per la cessione del 30% ai cinesi della Dongfeng Motor, per un controvalore di circa 1,63 miliardi di dollari. L'accordo con Dongfeng, già partner di Psa per il mercato cinese con tre stabilimenti produttivi, consentirebbe sia di sanare, almeno in parte, i conti del Gruppo francese, sia di potenziare ulteriormente la presenza al di fuori del mercato europeo.

Mercato in crescita. Il confronto tra le due realtà è molto indicativo: in Cina la produzione salirà fino a 750.000 esemplari l'anno entro il 2015, mentre Philippe Varin ha deciso di chiudere la fabbrica di Aulnay tagliando 11.200 posti di lavoro da qui al 2015, nel tentativo di dimezzare le perdite rispetto ai 3 miliardi di euro del 2012. È in piena attività anche il dialogo con i sindacati e resta quindi alta la tensione per l'eventuale cessione di una così grande parte dell'azienda a un investitore estero, senza reali garanzie sul livello occupazionale nel Vecchio continente.

GM e famiglia Peugeot: posizioni che pesano. Resta infine da considerare la posizione di General Motors, presente con il 7% e quella della famiglia Peugeot, attualmente dentrice del 25,5%: la seconda potrebbe infatti essere costretta a cedere buona parte delle sue azioni perdendo di fatto il controllo della società, mentre il Gruppo americano potrebbe regolarmente opporsi all'accordo, nonostante le recenti dichiarazioni distensive di Steve Girsky, vice presidente della GM. L.Cor.

http://www.quattroruote.it/notizie/industria/gruppo-psa-pronto-a-cedere-il-30-ai-cinesi
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da VidiV il Gio Ott 10, 2013 8:28 am

Aleeeeee!! Allora non siamo in svendita solo noi...
Bha, qui mi sa che faremo la fine del topo, inghiottiti dal gatto portafortuna cinese, quello con la zampetta che si muove avanti e indietro...


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Sab Ott 19, 2013 8:15 pm

Peugeot: Parigi verso acquisto quota per contrastare cinesi
Peugeot Parigi verso acquisto quota per contrastare cinesi

(AGI) - Roma, 17 ott. - Il governo francese sta valutando l'acquisto di una quota di Psa Peugeot Citroen per contrastare il possibile ingresso nel capitale dell'azienda del costruttore cinese Dongfeng. Lo riferisce il 'Financial Times', citando una fonti vicina all'Eliseo. La settimana scorsa sulla stampa cinese erano apparse indiscrezioni secondo le quali Dongfeng sarebbe disponibile a iniettare tre miliardi di euro di capitali freschi nelle casse della casa automobilistica francese. Un'operazione di queste proporzioni, afferma il giornale della City, strapperebbe il controllo della compagnia alla famiglia Peugeot, che detiene una quota del 25% e il 38% dei diritti di voto. "Il governo francese ha guardato a cio' che hanno fatto gli Usa con le case automobilistiche americane e i positivi risultati ottenuti", ha spiegato la fonte al 'Financial Times', "pertanto il governo e' pronto, se necessario, a fornire un sostegno simile". L'ingresso dei cinesi potrebbe inoltre raffreddare gli entusiasmi di General Motors, che l'anno scorso ha acquistato il 7% della compagnia transalpina, con la quale ha lanciato un'alleanza nel campo del design e delle operazioni di acquisto. Peugeot, che intrattiene gia' una partnership industriale con DongFeng sul mercato cinese, ha, da parte sua, fatto sapere ieri di stare "esaminando prospettive industriali e commerciali con diversi partner nonche' le implicazioni finanziarie che ne deriverebbero", pur avvertendo che "nessuno di questi progetti e' ancora maturato". Colpita duramente dalla crisi del mercato delle quattro ruote europeo, Peugeot ha perso in borsa il 20% della sua capitalizzazione solo nel corso dell'ultima settimana a causa delle voci su un aumento di capitale e dei mediocri dati sulle vendite. (AGI) .

http://www.agi.it/economia/notizie/201310171600-eco-rt10176-peugeot_parigi_verso_acquisto_quota_per_contrastare_cinesi
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Ven Ott 25, 2013 7:45 pm

Volvo: taglia 2.000 posti di lavoro settore camion

Stoccolma, 25 ott. (Adnkronos/Dpa ) - Il produttore svedese di veicoli pesanti Volvo ha annnciato il taglio di 2.000 posti di lavoro tra i 'colletti bianchi', a causa del calo dei profitti nel terzo trimestre. Il profitto anno su anno nel trimestre è stato di 1,41 miliardi di corone (circa 222 milioni di dollari). La moneta forte svedese ha pesato negativamente per circa 1 miliardo di corone. Il fatturato nel trimestre è calato del 5 per cento a 64,9 miliardi corone. Il piano di riduzione del personale dovrebbe consentire un risparmio di 4 miliardi di corone l'anno.Alla fine di settembre il gruppo impiegava circa 95.400 persone.Volvo ha consegnato 48.261 camion nel trimestre, in crescita del 4 per cento anno su anno.Gli ordini sono aumentati del 7 per cento nel trimestre, a 44.224 veicoli.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Volvo-taglia-2000-posti-di-lavoro-settore-camion_32780017358.html


PSA/ Ultima Citroën C3 prodotta a Aulnay. Revisione intesa con GM

PSA_GMParigi (Francia) – La nuova 208 non basta. Il modello Peugeot che sta rapidamente scalando le classifiche di vendita non è sufficiente per rilanciare non solo il marchio, ma l'intero gruppo PSA Peugeot Citroën che ha annunciato un calo dei ricavi del 3,7% nel terzo trimestre. Le forti perdite ed il conseguente piano di riorganizzazione hanno già avuto conseguenze: il congelamento dei salari ed il taglio degli straordinari, concordato con la maggior parte dei sindacati transalpini. È in corso anche il progressivo “abbandono” dello stabilimento di Aulnay-sous-Bois dove proprio oggi è stata fabbricata l'ultima Citroën C3, destinata a venire conservata nel museo del doppio chevron. Per il 2014, il sito dovrebbe produrre ancora componenti, mentre la produzione del modello verrà interamente trasferita a Poissy.

Anche l'intesa strategica con General Motors sembra essere destinata a venire rimessa in discussione. L'accordo prevedeva risparmi sugli acquisti congiunti per un miliardo di euro, ma è inevitabile una correzione al ribasso della cifra. In casa PSA si sta ridiscutendo anche lo sviluppo dell'ipotizzata piattaforma comune di una “piccola”, anche se in ballo rischiano di esserci anche altre operazioni. General Motors, che ha una quota del 7% della casa francese, è anche “spaventata” dalle trattative con il costruttore cinese Dongfeng, già partner di PSA, ma concorrente del costruttore americano nel più grande mercato del mondo.

http://www.hubcomunicazione.it/asapress/8-attualita/50398-psa-ultima-citroen-c3-prodotta-a-aulnay-revisione-intesa-con-gm
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Lun Nov 11, 2013 10:12 pm

PSA Peugeot Citroën, un nuovo impianto in Marocco?
Alla conquista del Nord Africa

PSA Peugeot Citroën - Il gruppo tricolore potrebbe aprire un'azienda a Tanger in base al principio di coproduzione tra Francia e Marocco. Il suo concorrente diretto Renault ha di recente comunicato aver raddoppiato la capacità del suo impianto a Tanger

PSA Peugeot Citroën avrebbe intenzione di aprire un’azienda a Tanger in Marocco. Questa prima indiscrezione proviene dal quotidiano francese Parisien ed è emersa in seguito al meeting, svoltosi lo scorso giovedì a Marsiglia, tra il nuovo ministro marocchino dell’industria, Moulay Hafid Elalamy, e Arnaud Montebourg.

Secondo il giornale francese, il progetto ambizioso si farebbe in base al principio di “coproduzione” tra la Francia e il Marocco. Tuttavia, il consiglio del ministro francese non ha ancora confermato tale eventualità mentre, dalla sua parte, PSA non ha del tutto smentito la notizia.

Il marchio basato a Sochaux ha annunciato fare “fronte ad una situazione di sovrapproduzione.” Questa situazione porterà senza dubbio alla chiusura a inizio 2014 dell’azienda di Aulnay-sous-Bois, la cui produzione è stata fermata il mese scorso.

Nonostante tutto, PSA potrebbe avere intenzione di andare in Marocco vedendo il suo concorrente francese Renault trovarsi più che bene. Il gruppo con la Losanga ha tra l’altro annunciato aver raddoppiato la capacità del suo impianto a Tanger a metà ottobre attraverso l’apertura di una seconda linea di produzione.

Da notare poi che Peugeot ha già assemblato vetture sul suolo marocchino tramite l’intermediario della società marocchina di costruzione automobile (SOMACA), ormai di proprietà del costruttore di Dieppe.

http://www.motorionline.com/2013/11/10/psa-peugeot-citroen-un-nuovo-impianto-in-marocco/?refresh_ce
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Gio Nov 21, 2013 6:34 pm

Peugeot si prepara a fermare due linee di produzione in Francia - Le Figaro

Secondo Le Figaro Peugeot si starebbe preparando a fermare due linee di produzione negli stabilimenti di Mulhouse e di Poissy in Francia nel tentativo di recuperare redditività nelle attività europee.

Secondo Le Figaro Peugeot si starebbe preparando a fermare due linee di produzione negli stabilimenti di Mulhouse e di Poissy in Francia nel tentativo di recuperare redditività nelle attività europee.

http://www.trend-online.com/ansa/fta140192/
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da rama il Ven Nov 22, 2013 11:05 am

La Fiat aveva lo stabilimento di Termine Imerese, poteva essere una testa di ponte nel bacino mediterraneo. Aveva il vantaggio di trovarsi in un paese con una stabilità politica in confronto del nord Africa. Poteva essere rifornito da Torino via mare (Genova - Palermo) o via treno con il solo problema di tenere merci una settimana in giro, e con il "sempre tutto urgente" poteva essere un problema.
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Ven Nov 22, 2013 11:42 am

rama ha scritto:La Fiat aveva lo stabilimento di Termine Imerese, poteva essere una testa di ponte nel bacino mediterraneo. Aveva il vantaggio di trovarsi in un paese con una stabilità politica in confronto del nord Africa. Poteva essere rifornito da Torino via mare (Genova - Palermo) o via treno con il solo problema di tenere merci una settimana in giro, e con il "sempre tutto urgente" poteva essere un problema.
bravo Rama...ma sembra che le idee migliori siano le prime ad essere scartate! è da un secolo che si parla di sfruttare le città portuali ma alla fine non se ne fa nulla


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mer Dic 11, 2013 4:45 pm


Dopo 65 anni stop alla produzione dello storico marchio Holden
General Motors: Australia addio
La società, del gruppo GM, ha annunciato che dal 2017 non produrrà più automobili negli stabilimenti del Paese

General Motors annuncia lo stop della produzione automobilistica in Australia dal 2017. La compagnia, che ha prodotto automobili in Australia per 65 anni, manterrà soltanto la sezione vendite e un centro di distribuzione delle parti di ricambio. Perderanno il lavoro 2900 dipendenti della fabbrica in Sud Australia e altri 1300 dello stabilimento nello stato del Victoria. I sindacati sottolinenano che - considerando anche l'indotto - la perdita totale di posti di lavoro arriverà a 50 mila.

Dopo il 2017 a produrre auto in Australia resterà solo la Toyota, ma anche il suo futuro è incerto. La stessa compagnia, infatti, ha ammesso che la decisione di Gm di lasciare l'Australia la costringerà a "uno sforzo senza precedenti" per continuare a produrre auto nel Paese.

L'industria automobilistica in Australia è da tempo in difficoltà e negli ultimi tempi ha beneficiato dei sussidi erogati dai governi ma ora l'esecutivo conservatore di Tony Abbot  - eletto a capo dell'esecutivo lo scorso settembre - ha annunciato che non verrà speso altro denaro pubblico per consentire alla Holden di continuare a operare nel Paese.

"E' stata una decisione molto difficile, data la lunga e gloriosa storia della Holden nella produzione di veicoli per gli australiani", ha detto il dg della compagnia Mike Devereux, che ha citato la forza del dollaro australiano, gli alti costi di produzione e la ristrettezza del mercato interno come principali cause della decisione.

Dave Smith, segretario nazionale del sindacato di settore ha detto che si tratta di un'azione devastante per l'economia. "Il governo è a conoscenza di quanto era necessario fare per mantenere la produzione della Holden nel Paese e ha ionvece scelto di abbandonare 50.000 lavoratori. Il mio cuore è con questi lavoratori e con le loro famiglie. Io credo che questi lavoratori siano stati traditi da Tony Abbot e i Liberali. Ci sarà un buco da 21 billioni di dollari nell'economia".



http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-0fe29cfb-745d-4fb0-bca2-660357416f65.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Mer Dic 11, 2013 10:04 pm

Che sia un presagio per la fine della Fiat in Italia?


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Gio Dic 12, 2013 5:34 pm

Psa Peugeot-Citroën
Il futuro dei francesi tra GM e Dong Feng

Psa Peugeot-Citroën La fabbrica di Sochaux, dove attualmente nasce la 3008, ospiterà la produzione della sua erede, e quella dei modelli Opel e Citroën con cui condividerà la futura piattaforma.

Il fronte cinese e quello americano, per il Gruppo Psa, non sono alternativi: certi recenti timori sull'incompatibilità delle alleanze con General Motors da un lato e Dong Feng dall'altro sono stati fugati oggi dai francesi, che hanno reso noti gli ultimi sviluppi delle trattative con i due partner.

Confermata ufficialmente la pista cinese. Il Gruppo d'Oltralpe, alle prese con uno dei passaggi più difficili della sua storia, ha confermato oggi l'esistenza di un tavolo di discussione con la Dong Feng Motor, per un possibile ingresso asiatico nel capitale. Le trattative sono ancora a uno stadio preliminare e, puntualizzano da Parigi, "non esiste ancora alcun accordo" a oggi. La notizia, emersa lo scorso settembre (all'epoca si parlava di un'acquisizione del 30%) sembrava poter raffreddare i rapporti con i soci americani, ma stanti le notizie ufficializzate oggi, gli ostacoli sono stati superati. Rispetto a quanto previsto in origine, l'unico progetto comune finito in freezer - ma la notizia era già nell'aria da ottobre - è quello della segmento B, insieme al piccolo motore a benzina che l'avrebbe dovuta equipaggiare.

Le crossover assegnate a Sochaux. GM e Psa, secondo l'annuncio, estenderanno i propri accordi odierni con lo sviluppo e la produzione congiunta delle piccole monovolume di segmento B (eredi di Meriva e C3 Picasso), delle future crossover di segmento C (sostitute di 3008, Antara e C4 Aircross), e dei commerciali che rimpiazzeranno Berlingo, Partner e Combo. In tutti i casi, le piattaforme utilizzate saranno di origine francese, e i modelli non arriveranno prima del 2016. Se la decisione di produrre la piccola monovolume nella fabbrica Opel di Saragozza era stata già presa, è di oggi l'annuncio relativo a quella delle crossover, che saranno costruite nell'impianto di Sochaux, storica sede della Peugeot.

La clausola che sblocca la partita. Importante sottolineare anche alcune novità nelle clausole dell'intesa: oltre ad aver deciso di semplificare la governance dell'alleanza, i due gruppi hanno eliminato un comma che prevedeva la rescissione dell'accordo nel caso in cui non fosse stato realizzato un numero minimo di progetti comuni. Soprattutto - e qui sta il passaggio cruciale - la General Motors ha rinunciato al suo diritto di interrompere la collaborazione nell'eventualità dell'ingresso di un nuovo socio nel capitale di Psa. Spianando la strada nei fatti, al nuovo assetto societario cui punta la proprietà francese.


http://www.quattroruote.it/notizie/industria/psa-peugeot-citroen-il-futuro-dei-francesi-tra-gm-e-dong-feng
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mer Gen 08, 2014 9:52 pm

Dirigenti Goodyear sequestrati con pneumatici da trattore

Lo stabilimento di Amiens in Francia rischia la chiusura e i dipendenti bloccano due dirigenti in ufficio utilizzando uno pneumatico gigante

Hanno bloccato l’uscita dall’ufficio utilizzando uno pneumatico da trattore altro circa un paio di metri e “sequestrando” due dirigenti (le foto nella gallery). Questa è la protesta di alcuni lavoratori dello stabilimento Goodyear di Amiens nella Francia del nord a seguito della minacciata chiusura della fabbrica.



I dipendenti della Goodyear di Amiens – riferisce l’Ansa - che tengono in ostaggio due manager chiedono ''una tavola rotonda con il prefetto e il direttore delle risorse umane su indennità e conseguenze'' per gli operai dello stabilimento, che sarà chiuso nelle prossime settimane. Vogliamo ''che i dirigenti capiscano che dopo 7 anni di lotta la nostra motivazione è intatta. E' la nostra fabbrica, punto'', scrivono sulla loro pagina Twitter.



Il 31 gennaio scorso – precisa il Corriere - la direzione del colosso americano dei pneumatici Goodyear ha annunciato la chiusura della fabbrica, che dà lavoro a 1.173 persone. Dopo una lunga battaglia giudiziaria che ha visto il sindacato sempre perdente, la Cgt aveva in mattinata un nuovo appuntamento con il direttore ma tutta la squadra del fine settimana, ovvero 200 dipendenti, si è presentata per convincere i manager a venire incontro alle richieste dei lavoratori. Poco dopo l’inizio del colloquio, è scattato il sequestro.



AGGIORNAMENTO: Il responsabile dello stabilimento e il responsabile del personale che erano stati bloccati dagli operai sono ora liberi. La tecnica del "boss napping" è abbastanza diffusa in Francia ed è stata utilizzata in diverse occasioni in questi anni di crisi economica.


http://www.automobilismo.it/dirigenti-goodyear-sequestrati-con-pneumatici-da-trattore-auto-20434
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Lun Gen 20, 2014 10:38 pm


In Peugeot arrivano i cinesi, a Pechino e Parigi il 14%
Bene vendite quarto trimestre ma -4,9% nel 2013


ROMA - Peugeot chiude il 2013 con un nuovo tonfo delle vendite (-4,9%) per il terzo esercizio consecutivo, e avvia il 2014 con l'iter per l'aumento di capitale da 3 miliardi di cui si è discusso in una riunione del board questa notte. Una ricapitalizzazione necessaria anche a seguito della perdita record di 5 miliardi registrata a fine 2012. L'accordo in discussione da settimane per il gruppo automobilistico, secondo la stampa d'Oltralpe dovrebbe portare la famiglia, attualmente primo azionista, al 14% dall'attuale 25,4% e vedere l'ingresso dello Stato e dei cinesi di Dongfeng con una quota del 14% ciascuno attraverso un aumento riservato per un ammontare pari a circa la metà della ricapitalizzazione, ovvero per un investimento da 1,5 miliardi.
  Complessivamente Parigi e Pechino deterranno poco meno del 30% del capitale anche se in questo modo verrebbero soddisfatti anche i desideri del governo di Parigi, che ancora ieri aveva assicurato il mantenimento in mani francesi del gruppo, grazie alla presenza del socio storico. Non appare ancora chiara, però, proprio la posizione della famiglia, con Thierry Peugeot, presidente del consiglio di sorveglianza e azionista di spicco della società, meno convinto dell'ingresso della mano pubblica e dei cinesi mentre suo cugino Robert (presidente della holding Fpp, che accusa il suo consanguineo di essere ''un guastafeste'') è aperto alla soluzione che si va definendo e vuole premere sull'acceleratore per vedere conclusa questa iniezione di liquidità entro la metà di febbraio.
  La collaborazione con il gruppo cinese, che è già operativa a livello tecnico e produttivo in alcune fabbriche in Francia, sfocerà quindi a breve in una partnership finanziaria anche se l'ingresso di Pechino non dovrebbe compromettere la presenza nazionale: il Governo francese ''farà di tutto, userà la sua influenza per assicurare che Peugeot-Citroen resti un produttore di auto francese", aveva detto soltanto ieri sera il ministro delle Finanze, Pierre Moscovici mentre il suo collega all'Industria, Arnaud Montebourg confermava che il Governo ha incontrato l'esecutivo cinese e i vertici di Dongfeng per approfondire il dossier.
  Il gruppo archivia intanto l'anno con 2,8 milioni di consegne e un recupero nell'ultimo trimestre con un progresso delle vendite del 4,1%. Una inversione di tendenza che se lascia spazio all'ottimismo per il futuro non rassicura gli investitori che hanno ceduto titoli del gruppo a mani basse alla Borsa di Parigi portandolo ad un crollo dell'11% a 10,21 euro, complice anche la imminente operazione sull'azionariato.


http://www.ansa.it/motori/notizie/rubriche/industriamercato/2014/01/20/Peugeot-14-capitale-Francia-Dongfeng-_9929396.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mar Feb 18, 2014 10:08 pm

Rivoluzione culturale alla Peugeot, arrivano cinesi
Ok aumento capitale con ingresso dello Stato e cinesi Dongfeng



PARIGI - 'Rivoluzione culturale' in casa Peugeot-Citroen (PSA). Il primo costruttore automobilistico della Francia apre una nuova era nella sua storia bicentanaria, con l'ingresso nel capitale dello Stato francese e del gruppo cinese Dongfeng. Una decisione storica, che mette fine al controllo che la famiglia Peugeot esercitava da oltre due secoli sull'azienda, nata con la produzione di utensili. Duramente colpito dalla crisi, il board di PSA ha dato oggi il proprio via libera a un aumento di capitale di almeno 3 miliardi di euro. Tra l'altro, il piano prevede l'ingresso dello Stato e del costruttore cinese con un'immissione di liquidità di 800 milioni di euro ciascuno, che acquisiranno rispettivamente il 14% del gruppo. La famiglia, la cui quota è attualmente al 25,4%, vedrà scendere la sua partecipazione allo stesso livello dei due nuovi partner. Inizialmente divisa, la dinastia Peugeot sembra dunque essersi rassegnata a perdere il controllo di PSA. Ma anche il doppio diritto di voto, che oggi le assicurava il 38,1% dei suffragi. A corto di liquidità da due anni, il gruppo cercava disperatamente un partner industriale. Considerato come 'troppo francese', il gruppo di Montbéliard spera ora di rilanciarsi partendo alla conquista dell'Asia.L'ingresso dello Stato nel capitale del gruppo francese Psa, insieme ai cinesi di Dongfeng, è una ''decisione di patriottismo economico e industriale'', ha detto il ministro francese per il Rilancio Produttivo, Arnaud Montebourg, intervistato da radio France Inter. Anche per il leader dell'Ump, il partito di destra all'opposizione, Jean-Fran‡ois Copé, l'operazione è una ''buona notizia''. ''Ciò che conta - ha affermato - è avere un massimo di imprese'' che producano in Francia. Prima di aprire il capitale ai due nuovi azionisti, il costruttore aveva già adottato tutta una serie di misure per ridurre i costi e migliorare la reddittività dei suoi stabilimenti. La misura più emblematica fu' la chiusura della fabbrica di Aulnay-sous-Bois, nella regione di Parigi, ma anche il taglio di oltre 11.200 posti di lavoro in Francia. Dopo il fallimento delle trattative su un possibile partenariato con General Motors, PSA conta ora su Dongfeng per accelerare la sua internazionalizzazione. Le due entità già hanno tre fabbriche comuni in Cina e riflettono alla costruzione di una quarta per il sud-est asiatico. Mentre è allo studio un altro stabilimento in Europa orientale per la produzione di veicoli utilitari.


http://www.ansa.it/motori/notizie/rubriche/industriamercato/2014/02/18/Peugeot-Citroen-oggi-riunione-board-ingresso-cinesi_10096419.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mer Mar 26, 2014 3:11 pm

La Honda “taglia” nella sua fabbrica europea

Il deludente andamento delle vendite in Europa costringerà la Honda a tagliare circa 340 posti di lavoro nello stabilimento di Swindon.


SEMPRE PEGGIO - L’equazione è matematica: le vendite rallentano, la produzione cala, i posti di lavoro diminuiscono. È quanto succede alla Honda (e non solo), costretta a ridurre i turni di lavoro nello stabilimento di Swindon (sud-ovest dell’Inghilterra, nelle foto) per far fronte alla contrazione del mercato automobilistico europeo. L’impianto inglese, che dal 1992 ha prodotto Civic, Civic Tourer, CR-V e Jazz, passerà da tre a due turni per modello causando il taglio di circa 340 posti di lavoro. Dopo un 2013 calato, in termini di produttività, di circa il 15% rispetto all’anno precedente, nel 2014 non saranno prodotti più di 120.000 veicoli a fronte di una capacità annuale di 250.000 vetture.

PREVISIONI ERRATE - Ian Howells, vice presidente Honda Europa, ha dichiarato che le previsioni di crescita dello scorso anno non sono state rispettate: ”la situazione non migliorerà nei prossimi due anni, siamo perciò costretti a ridurre la produttività di Swindon”. Allo stesso tempo si è detto fiducioso per il futuro a lungo termine dopo la ristrutturazione dello scorso anno che aveva già comportato il sacrificio di 800 lavoratori. Secondo i dati diffusi dall’ACEA, l’associazione dei costruttori europei, le vendite Honda nei primi due mesi del 2014 sono calate del 10% rispetto all’anno precedente: poco più di 18.000 i veicoli consegnati in Europa.



http://www.alvolante.it/news/honda-taglia-posti-fabbrica-europea-334461
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Ven Apr 18, 2014 3:22 pm

PSA Peugeot Citroën, la gamma del gruppo francese si dimezzerà
Da 45 a 26 modelli entro il 2020

PSA Peugeot Citroën - Il downsizing nella gamma del gruppo francese sta per colpire: entro la fine di questo decennio molti modelli andranno fuori listino e la gamma DS diventerà una famiglia a sé



PSA Peugeot Citroën è il gruppo automobilistico più importante in Francia e diventa sempre più amato nelle zone del globo più orientali. Ora il gruppo tricolore ha annunciato che la sua gamma andrà incontro ad un processo di riduzione visto che entro il 2020 i veicoli passeranno dai 45 attuali a ben 26. Ovvero un taglio di quasi la metà dei modelli già esistenti.

Il capo del gruppo PSA Peugeot Citroën, Carlos Tavares, ha comunicato che questa decisione drastica è stata attuata come un metodo per ottimizzare l’utilizzo delle piattaforme che ridurranno i costi di sviluppo e di produzione. Inoltre, il tempo necessario per la ricerca e lo sviluppo verrà impiegato in modo più efficiente al fine di focalizzarsi meglio su una gamma ridotta di 26 modelli piuttosto che una grande famiglia con 45 veicoli.

Il numero uno del gruppo francese ha anche dichiarato che PSA farà diventare il marchio DS sempre più un brand premium autonomo che sarà affiancato ai marchi Peugeot e Citroën e di conseguenza le tre gamme diventeranno complementari.

L’insieme di queste decisioni è parte del progetto che include anche l’espansione in Cina. I dirigenti francesi hanno in mente di triplicare la produzione entro il 2020 con l’aiuto della joint-venture con il suo partner Dongfeng per, tra l’altro, allargare la famiglia DS. Infine, ultimo ma non da meno, PSA si concentrerà anche sul processo di modernizzazione dei suoi stabilimenti per ridurre i costi.


http://www.motorionline.com/2014/04/15/psa-peugeot-citroen-la-gamma-del-gruppo-francese-si-dimezzera/?refresh_ce
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Lun Apr 28, 2014 3:02 pm

Urus, la Lamborghini che viene dall'Est

La Urus potrebbe nascere in Slovacchia, ben lontano dall'Emilia. Come reagiranno gli appassionati del marchio italiano?




PASSAPORTO SLOVACCO - La Urus futura suv di lusso della Lamborghini potrebbe non fregiarsi del “made in Italy”, se venissero confermate le voci di alcune fonti interne al gruppo Volkswagen citate da Automotive News: la Lamborghini Urus (nelle foto la concept del 2012), infatti, dovrebbe essere assemblata in Slovacchia, insieme alla prossime Porsche Cayenne, Audi Q7, VW Touareg e Bentley suv.

MEGA PRESSA - Tutti i modelli che condividono la nuova piattaforma MLB dovrebbero essere realizzati nello stesso impianto di Bratislava (capitale della Slovacchia), dove è stata, infatti, installata la più grande pressa della Volkswagen. Macchinario imponente pensato per piegare e realizzare le parti in acciaio e alluminio delle grandi suv di lusso, che il Gruppo vuole realizzare per soddisfare la richiesta dei mercati emergenti: cinese, russo e asiatico. I marchi Bentley, Porsche e Lamborghini avranno il compito di contrastare le future proposte di Maserati (prevista nel 2015) e della Rolls-Royce.



STORIA ITALIANA - A Bratislava verrà sicuramente realizzata la scocca, ma la Laborghini Urus, potrebbe essere completata in Italia nello storico stabilimento di Sant'Agata Bolognese. Stessa procedura pensata per l'imminente Huracan (sostituta della Gallardo) la cui struttura viene prodotta in Germania e poi spedita in Italia per il completamento: auspicabile per un'auto il cui marchio è sinonimo di Italia dei motori, il cui successo potrebbe dipendere anche da questo.

NUMERI IN CRESCITA - La Lamborghini Urus, presentata come prototipo al salone di Pechino del 2012, dovrebbe arrivare sul mercato intorno al 2017-18. Questa suv di extralusso, raccoglie l'ideale testimone della Lamborghini LM, primo suv sportivo della storia dell'auto oltre che della Lambo. In attesa della nuova suv, la Lamborghini potrebbe far registrare vendite da record nel 2015 grazie proprio alla Huracan, tornando così ai volumi del 2008 (2.430 vetture). L'anno scorso, invece, il marchio italiano si è fermato a 2.121 auto.



http://www.alvolante.it/news/urus-lamborghini-2017335088
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mar Giu 03, 2014 4:32 pm

OPEL/ Mezzo miliardo per chiudere fabbrica e "liberarsi" degli operai

OpelBochum (Germania) – Carissimi operai. Anche "disfarsi" dei lavoratori ed abbandonare uno stabilimento costa. E, secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung il conto che Opel deve saldare per lasciare quello storico di Bochum è estremamente salato. Si parla di oltre mezzo miliardo di euro. Secondo la FAZ, 551,8 milioni per la precisione, l'equivalente del fatturato di 37.000 auto calcolando un prezzo medio di 15.000 euro. Oppure 914.000 se si calcola il margine di GM per ogni vetture venduta, stimato in 604 euro.

L'importo, che sarebbe già stato autorizzato dal Consiglio di sorveglianza, serve per indennizzi, liquidazioni, prepensionamenti e per il sostegno economico ad una società di "trasferimento" degli addetti. Complessivamente, la chiusura del sito, prevista per la fine del 2014, i lavoratori coinvolti sono 3.300. In discussione ci sono i contratti di solidarietà e 265 nuovi posti del magazzino ricambi di Opel. Il quotidiano tedesco riporta anche un altro capitolo di spesa legato alla produzione di Zafira, che da Bochum trasloca a Rüsselsheim. Servirebbero almeno altri 50 milioni di euro per adeguare l'impianto e, pare, anche per la decontaminazione di una parte dei siti.


http://www.hubcomunicazione.it/asapress/8-attualita/51992-costo-chiusura-fabbrica-opel-bochum.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Gio Giu 19, 2014 4:13 pm

La spending review arriva anche in Casa BMW

Il CEO BMW Reithofer ha ingaggiato consulenti McKinsey per contribuire a elaborare una drastica riduzione dei costi (3-4 miliardi di euro all'anno). Il CEO BMW sarebbe infatti deluso dagli alti costi del marchio MINI e della Serie 1...



Il CEO BMW Norbert Reithofer ha ingaggiato consulenti della società McKinsey per contribuire a elaborare tagli in BMW compresi tra i tra 3 e i 4 miliardi di euro all'anno. Reithofer sarebbe infatti particolarmente deluso dagli alti costi del marchio MINI e, in BMW, da quelli per la Serie 1.

Al fine di rimanere competitiva a livello globale, BMW dovrebbe cercare di ridurre le spese annuali "di diverse centinaia di milioni di euro l'anno" ha detto Reithofer a un noto magazine tedesco. ll risparmio sui costi sarebbe volto a mantenere l'alta capacità di profitto del marchio bavarese, nonostante gli ingenti investimenti in nuove tecnologie e l'espansione della produzione nei mercati come gli USA, l' America Latina e la Cina.

L'obiettivo finale della società è quello di portare la produzione annua a 2,5 milioni entro il 2016. BMW ha investito ultimamente molto in nuovi modelli e trazioni alternative e modelli elettrici ( vedi sub-brand BMW i) per restare davanti a rivali storiche come Audi e Mercedes-Benz, che mirano a diventare a loro volta il primo marchio premium al mondo

Gli alti costi d'investimento per la nuova generazione Mini e la recente  Serie 2 ha ridotto il reddito operativo aziendale prima delle imposte e degli oneri finanziari (EBIT Earnings Before Interests and Taxes) al 9,4 % nel 2013 dal 10,8 % del 2012. Il giornale tedesco “Muenchner Merkur” ha inoltre riportato che BMW intenderebbe tagliare 100 millioni di euro di costo del lavoro in Germania dal 2015.

Non solo, il Chief Financial Officer BMW Friedrich Eichiner ha poi recentemente dichiarato che la spesa per ricerca e sviluppo sarà più in linea con le vendite e gli obiettivi e dunque abbassata al 5 / 5.5 % contro il 6.3 % del 2013.

http://www.automobilismo.it/spending-review-anche-in-casa-bmw-auto-21576
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da MrTurbo il Ven Giu 20, 2014 9:26 pm

E bravi i bavaresi...
Probabilmente faranno saving limando ulteriormente sulla qualità dei loro veicoli, che è già molto calata negli ultimi anni...  Rolling Eyes
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da Ipermonkey il Lun Giu 23, 2014 12:26 pm

Ma tanto che gliene importa della qualità, la maggior parte degli sciocchi continuerà a comprarli per lo status symbol che rappresentano continuando a dire che le auto italiane fanno schifo al confronto.
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Lun Giu 23, 2014 2:07 pm

L'unico risvolto positivo di tutto questo è che buona parte dei pezzi li verranno a produrre da noi...siamo il terzo mondo più vicino ai loro standard......mi compiaccio della affermazione di Mr turbo: non sono solo io che mi sono accorto di come sono calati i loro risultati e di come sono migliorati i nostri (per fortuna)


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Re: Strategie produttive europee

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