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Strategie produttive europee

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Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Sab Mar 03, 2012 8:48 pm

Promemoria primo messaggio :

Sta FIat marpionne made fa sempre più ribrezzo. Comportamenti vomitevoli. In quanto alla tipo dobbiamo considerare che è proprio il pianale tipo-tempra che è servito da base per dedra e 155. QUindi è proprio molto naturale che studiassero qualche alternativa sportiva su quel pianale. In fondo è un buon pianale e l'estrema semplificazione dell'ancoraggio degli accessori lo rende molto "plasmabile" per diverse soluzioni. In quegli anni la 155 spopolava in pista ma se ci pensate il pianale era quello di un'auto progettata per il tutto avanti e per destinare spazi immensi a passeggeri e bagagli. Alla fine a parte motore e pilota davanti girava in pista con 6 metri cubi di aria dal sedile al rivestimento posteriore ! La 75, con la trazione posteriore era più equilibrata ...magari un pò più scomoda per una famiglia!


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mer Dic 12, 2012 5:47 pm

Peugeot Citroen: sono 11.200 i posti di lavoro in meno
Agli 8.000 licenziamenti si aggiungeranno 1.500 pensionamenti non reintegrati da nuovi lavoratori

L’annunciato piano di licenziamenti nelle fabbriche francesi avviato da Philippe Varin, presidente e direttore generale di PSA Peugeot Citroen, mostra dei contorni ancora più preoccupanti del previsto. Durante un incontro con i sindacati transalpini è infatti emerso come agli 8.000 licenziamenti già programmati e alla chiusura dell’impianto di Aulnay si aggiungerà la perdita di altri 1.500 posti di lavoro, causati da pensionamenti non sostituiti da nuovi lavoratori.

La notizia ha raggelato i colloqui appena avviati fra il gruppo PSA e i sindacati francesi CGT e CFDT, che erano pronti a mettere sul tavolo delle trattative le loro controproposte; fra queste c’erano ad esempio l’aumento di capitale con i fondi della famiglia Peugeot e la riduzione dell’orario lavorativo a 32 ore settimanali. In questo modo, invece, i posti di lavoro in meno in PSA saranno 11.214, facendo scendere il totale a quota 55.989 entro la metà del 2014. Ricordiamo che attualmente il settore auto di Peugeot e Citroen impiega 67.112 dipendenti e che nel 2004 la cifra complessiva arrivava a 87.000 persone.

http://www.omniauto.it/magazine/22019/peugeot-citroen-sono-11200-i-posti-di-lavoro-in-meno



Borsa Parigi: +6% Peugeot su voci entrata Algeria nel capitale

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Parigi, 12 dic - A tutto gas i titoli Psa Peugeot Citroen, che alla Borsa di Parigi guadagnano quasi il 6% a oltre 5,22 euro. A sostenere i titoli del costruttore francese le indiscrezioni del sito 'Latribune', che ha parlato di una possibile entrata nel capitale di Psa da parte dell'Algeria. Un analista osserva in particolare che "l'aumento dei titoli Psa e' legato alle notizie di 'Latribune'. Al momento uno dei grandi problemi del gruppo e' la sfavorevole situazione finanziaria. Trovare un partner farebbe solo bene". Il sito afferma che "l'idea di una partecipazione da parte dell'Algeria nel capitale del costruttore francese comincia a farsi strada tra la Francia e l'Algeria. L'argomento e' stato sollevato in occasione della visita dell'inviato speciale del presidente Francois Hollande per i rapporti economici tra i due Paesi, Jean-Pierre Raffarin, che si e' recato in Algeria a fine novembre". Secondo fonti sindacali Psa intende tagliare attraverso un blocco del turnover altri 1.500 posti entro meta' 2014, che andrebbero ad aggiungersi agli 8mila esuberi previsti nell'ambito della ristrutturazione annunciata lo scorso luglio.

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/commenti/dettaglio/nRC_12122012_0952_112103560.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da spider il Mer Dic 12, 2012 6:07 pm

Grazie Michele, sempre molto sollecito nell'implementare questa sezione, purtroppo non è vero che mal comune sia mezzo gaudio, ma solo tristezza.
La continua perdita di posti di lavoro nel settore dell'auto è un segnale drammatico
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Mer Dic 12, 2012 6:24 pm

Concordo pienamente con spider.......erano così belli i tempi in cui si rivaleggiava su quello che si produceva....ora si rivaleggia su quello che rimane aperto......comunque Michele fai sempre un eccellente lavoro. Purtroppo è il momen to che è proprio negativo


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Lun Dic 31, 2012 5:27 pm

VOLVO/ "Allarme occupazione" se la crisi continua

Gvolvo_logoöteborg (Svezia) – Volvo, il costruttore svedese controllato dai cinesi di Geely, si prepara a far fronte ad un ulteriore calo del mercato. Ma questa volta rischiano di andarci di mezzo anche i lavoratori con contratti a tempo indeterminato.

Volvo aveva già annunciato la riduzione e la soppressione di alcuni turni di lavoro sia a Gent (in Belgio) sia a Torslanda (Svezia) sia nelle ultime settimane di dell'anno sia nei primi mesi del 2013. Nel sito svedese, ad esempio, è stato deciso di rallentare la produzione a 45 veicoli l'ora, rinunciando agli “interinali”.

Secondo quando dichiarato al quotidiano “Svenska Dagbladet”, Håkan Samuelsson, se il mercato continua a cedere Volvo “ha esaurito tutte le sue opzioni: non ci sono altri lavoratori temporanei”. Nei primi 11 mesi del 2012, Volvo ha perso, solo in Europa, il 10%, mentre a livello globale dovrebbe assestarsi a 420.000 unità, contro le 475.000 stimate. E in Cina, il mercato delle grandi speranze, ha ceduto quasi il 9%.

http://www.hubcomunicazione.it/asapress/8-attualita/48360-volvo-qallarme-occupazioneq-se-la-crisi-continua
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Mar Gen 01, 2013 5:09 pm

La crisi c'è , non si può negare.....ma per me il fatto che sia passata sotto controllo dei cinesi non ha giovato al prestigio della marca svedese! Ormai sappiamo tutti come lavorano questi "maestri di comunismo", sfruttando all'osso le risorse umane, risparmiando su tutto, senza nessun interesse per la qualità e l'eccellenza. In Cina la ricchezza passa nelle mani di un numero di persone che si può contare sulle dita di due mani ed intanto non c'è alcun rispetto per i diritti dei lavoratori. Un bell'esempio di "capitunismo"........Del capitalismo hanno assorbito la sete di soldi e dal comunismo il pressapochismo e il disinteresse per quello che fanno, cioè solo i difetti di entrambi i modelli. Se l'addetto di turno finisce sotto la pressa anzichè aprire un'inchiesta danno una lavata con la pompa al sangue e alle ossa e riprendono a produrre !
Volvo era un MODELLO negli anni 80 di produzione automobilistica, massima qualità, rispetto dei lavoratori e dei loro ritmi di vita , isole di assemblaggio (ve le ricordate le foto con questi baffuti signori e bionde signore che lavoravano in zoccoli attorno alla loro auto?) .......e riuscivano a fornire prodotti di qualità superiore in termini di solidità e durata....secondo voi i cinesi hanno saputo rispettare tutto questo? Per me no
A me viene il mal di pancia ogni volta che cerco un prodotto e trovo sempre le solite targhette "made in PRC" , "made in china" ............magari col pensiero di trovarci dentro le ossa di quel poveraccio della pressa


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Gio Gen 10, 2013 5:51 pm

Il 2013 di Peugeot-Citroen comincia male
tra crollo delle vendite e problemi Ue
Il gruppo francese Psa, che raggruppa i due marchi, ha chiuso lo scorso anno con un calo del 16,5% delle vendite, sotto 3 milioni di vetture. Pesa l'andamento nei mercati del Sud Europa, i più importanti per il produttore transalpino. Intanto da Bruxelles si attende l'ok per le garanzie statali da 7 miliardi

PARIGI - Crollo delle vendite e ostacoli da Bruxelles per le garanzie pubbliche alla filiale bancaria: il gruppo Peugeot-Citroën comincia il 2013 sotto il segno delle difficoltà. I risultati commerciali dell'anno scorso, benché previsti, sono disastrosi: le immatricolazioni sono diminuite del 16,5% a 2,97 milioni di vetture. Cioè sotto la soglia simbolica dei tre milioni e a distanza abissale dal numero uno europeo, il gruppo Volkswagen, che già a fine novembre aveva battuto tutti i record con 8,29 milioni di auto vendute. Anche se Psa (la holding che raggruppa i due marchi) resta il numero due in Europa, la sua situazione è preoccupante, la sua dipendenza dal Vecchio Continente, che assorbe il 60% della produzione, troppo forte. L'azienda, del resto, aveva previsto il colpo e già in estate aveva presentato un piano di ristrutturazione, che comporterà la soppressione di 8 mila posti di lavoro e la chiusura dello stabilimento di Aulnay-sous-Bois, a nord della capitale.

Uno dei problemi del gruppo è rappresentato dal suo radicamento geografico: Peugeot e Citroën sono forti nei paesi più in difficoltà, cioè nell'Europa del Sud. In Francia, il mercato automobilistico ha perso il 13,3%, ma Psa ha visto le sue immatricolazioni scivolare del 17,5%. In calo anche gli altri mercati importanti: Italia (-20,9%), Spagna (-14,9%), Portogallo (-40%). La quota di mercato del gruppo in Europa è scesa dal 13,3 al 12,7%, ma da questo punto di vista ci sono situazioni diverse: Peugeot-Citroën ha guadagnato posizioni in Italia (10,2% contro il 9,6% del 2011) ed ha approfittato della crescita del mercato britannico.

Le cose vanno meglio altrove, in particolare in Cina, dove il costruttore transalpino ha venduto 442 mila vetture e dove si appresta a lanciare quattro nuovi modelli, due per ogni marchio. L'obiettivo di realizzare entro il 2015 metà delle vendite fuori dall'Europa resta confermato e rappresenta la sfida principale del prossimo triennio. Per il 2013, l'azienda spera di aumentare le sue vendite proprio grazie alle immatricolazioni extra-europee. Quanto all'eventualità di un acquisto della Opel, "non è all'ordine del giorno", ha detto Frédéric Saint-Geours, direttore generale dei marchi.

Psa dovrà anche affrontare nelle prossime settimane la Commissione europea. Il gruppo ha infatti ottenuto una garanzia del Tesoro di 7 miliardi per la sua filiale bancaria, Banque Psa Finance. Secondo Bruxelles, si tratta di un aiuto pubblico, che come tale dev'essere approvato dall'esecutivo comunitario. Dopo aver tentato di sottrarsi a questo obbligo, il governo francese ha ceduto e inviato una richiesta di autorizzazione. La procedura dovrebbe durare due mesi ed è probabile che Psa sia costretta a fare qualche concessione per ottenere il via libera della Commissione.

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2013/01/09/news/peugeot_calo_immatricolazioni-50181255/
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Ven Gen 11, 2013 9:14 pm

Pare che anche gli stabilimenti FIat in Polonia siano in seria difficoltà....leggevo un articolo su panorama della settimana scorsa dove si diceva appunto che il miraggio di una produzione "senza cali" sia svanito in Polonia. La Fiat Polacca ha già messo sulla strada il 30 % degli impiegati e la produzione è ai minimi storici.......

SPeriamo che chi guarda a questi far west della produzione industriale con grande illusioni cominci a rifare i suoi conti


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Sab Gen 12, 2013 6:34 pm

Il calo in Polonia è dovuto alla chiusura delle linee della Panda Classic, meno male che Marchionne doveva chiudere in Italia e trasferire all' estero...
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Sab Gen 12, 2013 6:35 pm


Honda: taglia 800 posti in Gb
Per calo domanda in Europa

Honda: taglia 800 posti in Gb (ANSA) - LONDRA, 11 GEN - La Honda tagliera' fino a 800 posti di lavoro nel suo stabilimento di Swindon, nel sud-est dell' Inghilterra, a causa della drastica riduzione di domanda sul mercato europeo. E' la prima volta che l'azienda automobilistica giapponese taglia posti di lavoro in Gran Bretagna da quando ha avviato la produzione nel Paese nel 1992.

L'impianto di Swindon, che produce i modelli Civic, Jazz e CR-V, impiega al momento 3.500 persone, con un aumento di 500 durante lo scorso anno.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2013/01/11/Honda-taglia-800-posti-Gb_8056835.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Sab Gen 12, 2013 6:39 pm

michele131cl ha scritto:Il calo in Polonia è dovuto alla chiusura delle linee della Panda Classic, meno male che Marchionne doveva chiudere in Italia e trasferire all' estero...

In Italia chiuderà di sicuro visto l'andamento delle vendite della nuova panda....e non parliamo della Lancia!! forse il nuovo estero è la Cina! Non lamentiamoci poi se sotto le tappezzerie ci troviamo un orecchio o i denti di qualche operaio sminuzzato alle presse!
E' evidente che l'unica manodopera che interessa ai nostri strapagati manager è quella schiavo-comunista cinese


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Sab Gen 12, 2013 6:52 pm

karme70 ha scritto:
michele131cl ha scritto:Il calo in Polonia è dovuto alla chiusura delle linee della Panda Classic, meno male che Marchionne doveva chiudere in Italia e trasferire all' estero...

In Italia chiuderà di sicuro visto l'andamento delle vendite della nuova panda....e non parliamo della Lancia!! forse il nuovo estero è la Cina! Non lamentiamoci poi se sotto le tappezzerie ci troviamo un orecchio o i denti di qualche operaio sminuzzato alle presse!
E' evidente che l'unica manodopera che interessa ai nostri strapagati manager è quella schiavo-comunista cinese

Ma di Panda ne fanno 10000 al mese e si era gia detto che chiudere in Italia non conviene!

Sergio Marchionne
"Chiudere impianti in Italia non conviene"

A margine del suo intervento all'Automotive Conference organizzata da Goldman Sachs a Londra, Sergio Marchionne ha rilasciato alcune dichiarazioni sulle fabbriche italiane della Fiat: secondo quanto riportato da "Il Sole 24 Ore", l'ad ha definito la chiusura di uno stabilimento nel nostro Paese uno scenario "economicamente non attraente".

La chiusura è un'opzione costosa. Secondo Marchionne, chiudere una fabbrica in Italia "costerebbe 600 milioni cash" e ne farebbe risparmiare solo 100, "con un ritorno della spesa in oltre sei anni e la necessità di investire in nuova capacità altrove", senza mettere nel conto la svalutazione degli asset, gli impatti negativi sul mercato italiano e i potenziali scioperi che conseguirebbero da una simile decisione

http://www.quattroruote.it/notizie/industria/sergio-marchionne-chiudere-impianti-in-italia-non-conviene
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mar Gen 15, 2013 11:23 pm

Renault: punta a tagliare 7.500 posti di lavoro entro il 2016

+1,6% i titoli della casa francese alla Borsa di Parigi (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Parigi, 15 gen - I 7.500 tagli sono previsti in Francia e sono pari al 15% dell'organico

Renault ritiene che la riduzione dell'organico le permettera' risparmi per 400 milioni di euro oltre a consentirle "di ritrovare margini di manovra per investire e sviluppare le proprie attivita'". Per scongiurare il piu' possibile licenziamenti la casa francese intende anche ricorrere a prepensionamenti e ha chiesto la collaborazione dei sindacati nel suo piano di ristrutturazione per evitare la chiusura di siti. In un precedente incontro con i sindacati, l'8 gennaio, Renault aveva chiesto di aumentare l'orario di lavoro del 6,5%, una misura che avrebbe permesso di aumentare la redditivita' di 65 milioni di euro. La casa della losanga, come la rivale Peugeot, che ha annunciato l'anno scorso il taglio di 8mila posti, si trova a far fronte alla grave crisi dell'industria dell'auto in Europa, una regione da cui entrambi i costruttori sono fortemente dipendenti. Alla Borsa di Parigi i titoli Renault sono su dell'1,6% e quelli di Peugeot del 2,5%. Il numero uno di Renault, Carlos Ghosn, parlando nella vigilia al Salone dell'auto di Detroit, ha detto di sperare di raggiungere velocemente un accordo sulla competitivita' negli impianti del gruppo in Francia dopo quello a livello nazionale sull'occupazione concluso tra la Confindustria francese e i sindacati. Renault e' alleata alla giapponese Nissan e ha una collaborazione strategica con la tedesca Daimler.

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/prima-pagina/dettaglio/nRC_15012013_1716_376951499.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mar Gen 22, 2013 6:07 pm

Opel: sito Bochum potrebbe chiudere a inizio 2015, prima del previsto

E' quanto emerge da una comunicazione ai dipendenti (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Francoforte, 22 gen - Il sito di Bochum della Opel potrebbe fermare le attivita' prima del previsto e chiudere gia' a inizio 2015 se non verra' trovato entro febbraio un accordo sul personale con i rappresentanti sindacali. E' quanto emerge da una comunicazione inviata ai dipendenti dal costruttore tedesco, che fa capo alla General Motors. A dicembre Opel aveva comunicato che avrebbe bloccato la produzione a Bochum dopo il 2016. Steve Girsky, presidente del consiglio di sorveglianza di Opel, spiega che alla base della prevista interruzione delle attivita' a Bochum vi e' la crisi di vendite in Europa. "Non e' solo irrealistico, ma anche illusorio credere a una ripresa veloce del mercato. Quello di cui abbiamo bisogno sono nuovi e considerevoli risparmi", ha detto Dirsky per il quale "se non raggiungeremo un accordo nei negoziati, dovremo mantenere un piano a garanzia dell'impianto in scadenza nel 2014", il che significa che il sito "potrebbe chiudere a inizio 2015". Secondo stime interne il mercato europeo dell'auto, il maggiore sbocco per Opel, dovrebbe registrare una ripresa della domanda solo nel 2015/2016. "Alla Opel la situazione e' difficile", ha aggiunto Girsky, che prevede che Opel non uscira' da conti in rosso prima della meta' del decennio. "Dobbiamo trovare soluzioni per diventare piu' flessibili, ridurre la burocrazia e i costi in tutti gli stabilimenti tedeschi. Gm e' pronta a sostenere finanziariamente Opel se (la casa tedesca) ristrutturera' in Germania per ritornare a essere piu' competitiva e redditizia".

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/finanza/dettaglio/nRC_22012013_1549_337207109.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da VidiV il Mer Gen 23, 2013 4:25 pm

sempre peggio, ragazzi.. Sad ....


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da sentrentu il Mer Gen 23, 2013 4:37 pm

Il Boss ha scritto:sempre peggio, ragazzi.. Sad ....

Mi sà che dovremo tornare alla vecchia maniera e per chi ha la possibilità di avere un fazzoletto di terra,consiglio di metterci un pollaio e un piccolo orto,perchè se andiamo avanti in questo modo,non la vedo bella neanche io Sad
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mer Gen 23, 2013 6:13 pm

Renault: senza accordo competitivita' a rischio due siti in Francia

Con intesa possibili volumi produzione in piu' da partner (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Parigi, 22 gen - La direzione della Renault ha minacciato di chiudere due impianti in Francia se non sara' raggiunto un accordo sulla competitivita' con i sindacati. Cosi' fonti sindacali a seguito di un incontro con il management. "La direzione ci ha anticipato che se non firmeremo potrebbero essere chiusi due siti", ha affermato un delegato sindacale presente ai negoziati. L'azienda ha anche comunicato ai sindacati che gli stabilimenti francesi di Renault potrebbero registrare volumi supplementari di produzione da parte dei partner esteri del gruppo se verra' trovato un accordo sulla competitivita', che prevede un congelamento dei salari nel 2013, ma un aumento dello 0,5% nel 2014, dello 0,75% nel 2015 e "un maggiore interesse a rafforzare il compenso in funzione dei risultati dell'impresa". Secondo Renault un accordo sulla competitivita' raggiunto entro febbraio "permetterebbe ai nostri siti francesi di essere sufficientemente concorrenziali per attirare volumi dai nostri partner per 80mila veicoli in piu' all'anno", mentre "lo sviluppo del nostro piano di gamma rinnovata, rafforzato da queste attivita' complementari, permetterebbe alla produzione di Renault in Francia di crescere due volte piu' rapidamente del mercato europeo entro il 2016". Fonti sindacali hanno aggiunto che tra le contropartite richieste dall'azienda figurano, oltre al congelamento dei salari, mobilita' obbligatoria e 8.260 tagli dei posti di lavoro.

http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/azioni/analisi-e-news/tutte-le-news/news-radiocor/news-radiocor.php?PNAC=nRC_22.01.2013_16.26_36656201&refresh_ce
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Gio Gen 24, 2013 10:42 pm

Auto, piattaforma modulare PSA scelta anche da GM per Opel
Come Peugeot 3008, futura Zafira costruita su elementi francesi



ROMA - La nuova piattaforma modulare EMP2, presentata nei giorni scorsi da PSA Peugeot Citroen, e' stata scelta anche da GM per le future monovolume di Opel. I dettagli del piano di cooperazione strategica tra i due gruppi, relativi ai nuovi prodotti dei marchi Opel, Peugeot e Citroen, sono stati diffusi oggi in una conferenza stampa a Bruxelles dal vice presidente di General Motors Steve Girsky e dal presidente di PSA Peugeot Citroen Philippe Varin. In particolare la piattaforma francese verra' utilizzata da Opel per il modello che rimpiazzera' la Zafira e da Peugeot per l'erede dell'attuale 3008. Ciascun costruttore disegnera' il proprio modello su questi elementi meccanici e strutturali comuni. La seconda parte del progetto di cooperazione precisato oggi e' invece relativa ad una monovolume di segmento B, destinata rispettivamente a prendere il posto della Opel Meriva e della Citroen C3. Questi modelli sfrutteranno la piattaforma PSA denominata PF1, ma saranno sviluppati da GM. Cio' significa - ha precisato il direttore dei programmi PSA Jean-Christophe Quemard - che la progettazione e la realizzazione delle due auto sara' completamente affidata a Opel, ma con precise indicazioni per differenziarle in base allo stile della marca.

Nei programmi comuni tra PSA e GM c'e' anche un'innovativa piattaforma di segmento B - destinata a modelli a basse emissioni di nuova generazione Opel e Peugeot Citroen per l'Europa e altri mercati - che sara' sviluppata congiuntamente dai due Gruppi. GM e PSA Peugeot Citroen hanno anche confermato la loro intenzione di sviluppare nuovi progetti globali, cosi' da ottenere ulteriori vantaggi. A questo riguardo una nota congiunta afferma che ''si stanno esplorando opportunita' in mercati emergenti, comprese l'America Latina e la Russia che rappresentano regioni prioritarie per entrambi i Gruppi''. Oltre ad aver dettagliato quella che sara' la collaborazione su fronte degli acquisti in comune, i due Gruppi hanno annunciato di proporsi lo sviluppo congiunto di una nuova generazione di piccoli motori 3 cilindri ad alta efficienza, derivati dalla famiglia dei piccolo benzina EB di PSA.


http://www.ansa.it/motori/notizie/rubriche/industriamercato/2013/01/24/Auto-piattaforma-modulare-PSA-scelta-anche-GM-Opel_8131047.html



Volkswagen, chiude storica concessionaria. In 100 rischiano il posto
La casa madre revoca i marchi alla famiglia Ghetti di Faenza che possiede 4 grossi spazi nella bassa Romagna. Addetti alle vendite, amministrativi e operatori di officina e carrozzeria protesteranno a Verona contro la decisione caduta dall'alto. Vgi: "Sui lavoratori assunti la responsabilità non è nostra, ma degli imprenditori locali"

Altri 100 lavoratori, nella città dell’ex Omsa, rischiano di perdere il posto. Si tratta dei dipendenti della concessionaria Volkswagen Ghetti di Faenza, per la quale si prospetta una chiusura ormai certa. Dei 100 dipendenti, tra addetti alle vendite, amministrativi e operatori di officina e carrozzeria, oltre 50 sono in cassa integrazione straordinaria, a rotazione, da 9 mesi.

Il Vgi che controlla i marchi Audi, VW, Skoda e Seat, ha revocato la vendita delle sue auto allo storico concessionario faentino aperto nel 1963. Giovanni Ghetti, ora ottantunenne, iniziò a vendere Volkswagen a Faenza con il vecchio maggiolino, poi col tempo a fianco alla concessionaria sorse l’officina. Oggi quella piccola azienda è una srl che vanta 4 sedi: a Faenza, Ravenna, Cervia e Lugo.

Nel 2012 il mercato dell’auto in Italia ha chiuso con notevoli perdite rispetto all’anno precedente. A parte Chia e Land Rover, tutte le case produttrici sono in passivo. Un milione 402 mila sono le automobili vendute, il 19,87% in meno rispetto al 2011. Per VW la flessione è stata del 18,2%. Poco meglio Audi che ha chiuso con un -15,7%. Male Skoda (-27%) e peggio Seat (-34%). Dati non confortanti che non sono certo serviti a impedire che nell’agosto del 2011 la proprietà Ghetti ricevesse, “senza essere informata delle motivazioni”, la disdetta alla vendita del marchio Audi che rappresentava il 40% dell’intero fatturato. Disdetta che Ghetti dice di aver accolto come una doccia fredda, visto che fino a quell’anno la concessionaria era collocata tra le prime 20 del Vgi e vendeva circa 2 mila auto all’anno, cioè un sesto di tutte le vetture immatricolate nella provincia di Ravenna nel solo 2011.

Dopo quasi un anno, visto l’acuirsi della crisi del mercato, Ghetti ha dovuto rinunciare anche ai marchi Seat, Skoda e ai veicoli commerciali che rappresentavano il 5% del fatturato. In seguito ha ricevuto la disdetta per il marchio Volkswagen. Ciò significa che a partire da agosto 2013 non potrà più essere concessionaria esclusiva del mandato Audi e da settembre 2014 di Volkswagen, Seat, Skoda e veicoli commerciali.

La concessionaria dichiara di aver investito, negli ultimi dieci anni, 22 milioni di euro nelle quattro sedi, adeguandosi agli standard richiesti dalla spa Volkswagen Group Italia e ricoprendo una superficie di immobili di circa 15 mila metri quadrati, attrezzati e strutturati per l’uso. Non è bastato a quanto pare. Il gruppo con sede a Verona si è limitato a comunicare la disdetta nei tempi di legge (2 anni) e la concessionaria lamenta di non conoscere le reali ragioni della revoca dei marchi: “Ci hanno solo detto che si tratta di una ristrutturazione aziendale”. Da Vgi rispondono diversamente: “Della revoca alla concessionaria Ghetti ne abbiamo discusso con i proprietari, con i quali abbiamo colloqui da mesi e siamo giunti assieme alla decisione finale. I proprietari sono liberi imprenditori, hanno la loro impresa, quindi loro è la responsabilità dei lavoratori che hanno assunto. Noi diamo solo la concessione alla vendita delle vetture. Ovviamente i dipendenti sono liberi di venire sotto i nostri cancelli, ma dubitiamo che Vgi sia l’attore più indicato a risolvere i loro problemi che umanamente comprendiamo”.

Conti o non conti, ci saranno quasi tutti i 100 lavoratori di Ghetti, giovedì 24 gennaio, sotto la sede veronese del gruppo Volkswagen. L’intenzione è quella di far conoscere all’azienda tutto il loro disagio. A tal fine hanno preparato un volantino sul quale si legge: “La casa madre attraverso vari incontri e corsi di formazione, ha sempre sostenuto che noi dipendenti e collaboratori del gruppo siamo parte di una grande famiglia, che rappresentiamo risorse per il gruppo, non solo per la ditta per cui lavoriamo, pertanto chiediamo che Volkswagen group Italia, nel caso di nuovo subentro, si possa impegnare a trovare per noi dipendenti una nuova collocazione, dal momento che presto, grazie alla loro revoca dei marchi, saremo tutti disoccupati”.

La decisione di recarsi in massa a Verona è nata dopo che è stato annullato “senza un’effettiva motivazione”, l’incontro in programma per venerdì 11 gennaio. Lo avevano voluto le rappresentanze sindacali unite di Cgil, Cisl e Uil che, assieme alla Confartigianato di Ravenna, hanno altresì chiesto alla direzione territoriale del lavoro di costituire un tavolo di crisi con le parti interessate: i rappresentanti del gruppo Volkswagen-Audi Italia, l’amministrazione provinciale e i Comuni di Ravenna, Faenza, Cervia e Lugo. I dipendenti di Ghetti a Verona con i loro striscioni chiederanno anche che la casa madre si assuma un impegno preciso in tal senso: per loro riuscire a creare un tavolo di confronto con le istituzioni è il primo passo per provare a scongiurare la mobilità. “In Italia non esiste solo la Fiat –ricorda uno dei 100. Ci saranno altre 40 concessionarie VW che entro il 2015 verranno messe in condizione di chiudere. Con la crisi sono cambiate le politiche di marketing: ora vogliono diminuire i punti vendita e ci riescono; anche solo revocando un marchio mettono in ginocchio un rivenditore”.

Ghetti pare essere destinata a fare la stessa fine delle sorelle Car Comauto di Milano, Frangi di Como, Audi Zentrum di Busto Arsizio e Sveag di Lecce. Tutte chiuse. E se non è dato ancora sapere chi venderà le marche del Vgi in provincia di Ravenna, visto che il gruppo dichiara di essere alla ricerca di “altri imprenditori in zona che abbiano determinate caratteristiche”, l’interrogativo rimane aperto soprattutto sul futuro dei 100 dipendenti faentini.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/23/volkswagen-chiude-storica-concessionaria-100-dipendenti-rischiano-posto/478523/




Toyota, intesa con Bmw su auto celle combustibile e sportive
Partnership strategica, sviluppo congiunto su batterie litio



TOKYO - Toyota e Bmw hanno firmato l'accordo vincolante sullo sviluppo congiunto della mobilita' sostenibile, basata su sistemi di celle a combustibile e tecnologie leggere applicate all'auto, nonche' di ''una piattaforma comune per una vettura sportiva di medie dimensioni entro la fine del 2013''. Si tratta, recita una nota, degli ultimi passi del memorandum di giugno 2012 che include le ricerche sulle batterie litio-aria e il proposito piu' in generale di ''condividere ulteriormente la visione di collaborazione nei veicoli sportivi''.

In particolare, Toyota e Bmw hanno deciso di condividere le rispettive tecnologie per sviluppare un sistema di base per i veicoli equipaggiati con celle a combustibile. Il progetto prevede anche lo sviluppo di un serbatoio per l'idrogeno, di un motore e di una batteria, da completarsi entro il 2020. Bmw e Toyota collaboreranno inoltre sullo sviluppo di un'infrastruttura per l'idrogeno e per delineare i criteri e gli standard necessari alle infrastrutture necessarie alla diffusione di veicoli con questa tecnologia.
Le due aziende hanno anche concordato l'inizio di uno studio di fattibilità per la definizione di una nuova piattaforma da destinare a un nuovo veicolo sportivo di taglia media, da completarsi entro la fine del 2013. Toyota e Bmw puntano alla fusione tra le rispettive tecnologie e know-how, con l'obiettivo di gettare solide basi per la futura realizzazione di veicoli sportivi.
Altro punto dell'accordo siglato oggi riguarda lo sviluppo di tecnologie ultraleggere per la scocca dei veicoli che i due brand inizieranno a breve, mediante l'utilizzo di materiali all'avanguardia, come ad esempio i compositi rinforzati, con lo scopo di utilizzarle per la realizzazione di una piattaforma sportiva, da destinarsi anche ai singoli prodotti Toyota e Bmw.
Infine Toyota e Bmw stanno per dare il via a una nuova ricerca, con lo scopo di sviluppare una batteria al litio-aria, la cui densità energetica sarà di gran lunga superiore a quella delle attuali batterie agli ioni di litio.


http://www.ansa.it/motori/notizie/rubriche/industriamercato/2013/01/24/Toyota-intesa-Bmw-auto-celle-combustibile-sportive_8131011.html
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mar Feb 12, 2013 10:57 pm

Peugeot-Citroen in crisi: perde 200 milioni al mese. «Possibile» un salvataggio del governo francese

Il governo francese potrebbe acquisire una quota di Psa Peugeot Citroen. Lo ha affermato il ministro del Bilancio transalpino, Jerome Cahuzac, poche ore dopo l'annuncio di una svalutazione da 4,1 miliardi di euro dal costruttore transalpino. Un intervento dello Stato per salvare il gruppo è «possibile», ha dichiarato Cahuzac intervistato dalla rete televisiva Bfm.

«Questa compagnia non deve e non può scomparire, dobbiamo fare il necessario perché sopravviva». Tra le compagnie più colpite dal rovescio del mercato dell'auto, Peugeot perde circa 200 milioni di euro al mese e ha avviato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 8 mila posti di lavoro e la chiusura di un impianto.

La presa di posizione è giunta mentre in Borsa le azioni del gruppo segnano una dinamica molto volatile, dopo che ieri la casa automobilistica ha riferito di svalutazioni per 4,7 miliardi di euro sull'esercizio 2012, facendo presagire un risultato di bilancio in pesante perdita.

A metà mattina le azioni Peugeot riducono le perdite a meno 1,50 per cento a 5,785 euro, dopo che in precedenza aveva quasi azzerato i cali pesanti visti all'avvio degli scambi.

Aumento di capitale
Tuttavia le fonti istituzionali non convergono. La megasvalutazione di attività resa nota nella vigilia da Psa Peugeot Citroen sui conti 2012 «non implica assolutamente la necessità di un aumento di capitale» da parte del costruttore francese. Così all'agenzia "France Presse" un portavoce del ministero dell'Economia e delle Finanze francese, secondo il quale «i cattivi risultati non rimettono in causa la solvibilità o la liquidità» del gruppo, «la cui priorità p realizzare il piano di riorganizzazione e consolidare l'alleanza con General Motors».

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-02-08/peugeotcitroen-crisi-perde-milioni-120737.shtml?uuid=AbXXXSSH
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Mer Feb 13, 2013 10:09 am

la situazione è proprio disastrosa...secondo me il peggio deve ancora venire!


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mer Feb 13, 2013 6:39 pm


Peugeot Citroen chiude 2012 con rosso da 5,01 miliardi di euro
Psa Peugeot Citroen ha archiviato l'esercizio 2012 con una perdita netta di 5,01 miliardi di euro a causa del crollo delle vendite nel mercato europeo, dove la casa automobilistica ha piazzato il 15% di veicoli in meno rispetto al 2011

Psa Peugeot Citroen ha archiviato l'esercizio 2012 con una perdita netta di 5,01 miliardi di euro a causa del crollo delle vendite nel mercato europeo, dove la casa automobilistica ha piazzato il 15% di veicoli in meno rispetto al 2011. Gran parte della perdita è legata alla maxi-svalutazione da 4,13 miliardi di euro annunciata il 7 febbraio, quando l'azienda aveva anche specificato che l'onere non avrebbe inciso sui livelli di solvibilità e liquidità del gruppo.

Psa ha bruciato cassa al ritmo di 200 milioni di euro al mese nel corso del 2012, ma è riuscita ad arginare almeno in parte l'emorragia grazie alla riduzione della capacitá e ad una più oculata gestione dei costi. La società transalpina conta di tornare a fare cassa entro la fine del 2014, quando la pulizia operata nel bilancio e il profondo piano di riassetto avranno dato i loro frutti. In totale, la multinazionale ha speso circa 3 miliardi di cashflow operativo nel 2012, di cui 2,5 miliardi indirizzati alla divisione automotive e 500 milioni alla controllata Faurecia.

Il colosso automobilistico ha già ceduto asset per 2 miliardi di euro e ha in piano di vendere beni immobiliari per 200 milioni nel 2013. La ristrutturazione è stata al centro dell'intervento dell'amministratore delegato Philippe Varin dopo la presentazione dei dati di bilancio. "Le fondamenta della nostra risalita sono state costruite", ha dichiarato il top manager, precisando che tanto il piano di riassetto quanto quello di dismissioni hanno superato i target fissati dal management e che l'azienda è ben posizionata per rilanciarsi entro la fine del prossimo anno.

Intanto però il buco del 2012 è superiore di quattro volte rispetto agli 1,16 miliardi di perdita registrati nel 2009, in quello che ad oggi era stato l'anno peggiore per la casa francese. Gli analisti, prima di ricevere la comunicazione sulla svalutazione, stimavano che la società avrebbe chiuso l'anno con una perdita di 1,58 miliardi. La sola divisione automotive ha prodotto perdite operative per 1,5 miliardi nell'arco dei 12 mesi. Il giro d'affari ha subito un contrazione del 5,2% su base annua, per effetto del calo del 17% delle vendite di veicoli a livello globale, a 2,97 milioni di esemplari. Psa ha sofferto piú di altre concorrenti per la debolezza del mercato automobilistico europeo, trovandosi particolarmente esposta in mercati come quello francese, italiano e spagnolo dove gli effetti della crisi sui consumi sono stati più marcati.

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201302131024337570&chkAgenzie=DIRELEASE&titolo=Peugeot%20Citroen%20chiude%202012%20con%20rosso%20da%205,01%20miliardi%20di%20euro
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da 131A000 il Mer Feb 13, 2013 7:19 pm

Si sente solo parlare dei 5 milliardi, ma la perdità dovuta all'esercizio è ben minore, tutto il resto sono giochini di contabilità (svalutazione dell'attivo) per portare il governo a aiutarli e convincere i lavoratori che sono troppi, e che quelli che restano dovranno tribulare per accontentare gli azionisti in futuro. In queste ciffre c'è tutto tranne la realtà. Non nego che sia in difficoltà PSA, pero' multiplicare artificialmente le perdite per 4 è vergognoso!

Anche in Francia esiste la commedia dell'arte...


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da VidiV il Gio Feb 14, 2013 8:47 am

131A000 ha scritto:... in Francia esiste la commedia dell'arte...

Tutto il mondo è paese! Smile


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Ven Feb 15, 2013 9:57 pm

OPEL/ Bilanci europei (rosso 1,3 mld euro) penalizzano GM

OpelDetroit (Stati Uniti) – Opel (e Vauxhall) penalizzano i bilanci di General Motors il cui utile di 4,9 miliardi (3,67 miliardi di euro) è sceso del 35% rispetto allo scorso esercizio.

La controllata europea è la principale indiziata: le perdite sono raddoppiate ed hanno superato l'1,3 miliardi di euro (1,8 miliardi di dollari), ovvero lo stesso risultato (negativo) della rivale Ford nel vecchio continente. Nel solo ultimo quadrimestre il “rosso” europeo è stato di 523 milioni di euro, nonostante il volumi mondiali siano cresciuti del 3%, a quasi 29,5 miliardi di euro. Nonostante le difficoltà di Opel (e Vauxhall), ma grazie a Chevrolet, General Motors è il quarto costruttore europeo dietro a Volkswagen, Psa, Renault (e Dacia), ma davanti a Ford ed a Fiat.

In Europa, Gm ha prodotto nel 2012 927.000 veicoli contro l'1,1 milioni del 2011. La quota di mercato è scesa all'8,5%. L'interrogativo è se i nuovi modelli Mokka e Adam riusciranno a evitare ulteriori tagli e chiusure. La strada che aspetta il nuovo Ceo, Karl Thomas Neumann, che assumerà l'incarico con il primo marzo, è tutta in salita.

http://www.hubcomunicazione.it/asapress/8-attualita/48709-opel-bilanci-europei-rosso-13-mld-euro-penalizzano-general-motors
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mar Feb 19, 2013 10:55 pm

Derbi: chiude lo stabilimento di Barcellona

Piaggio, proprietaria del marchio dal 2001, ha deciso di chiudere la fabbrica di Barcellona: dal 31 luglio rimarranno a casa 164 lavoratori
Spagna, crisi senza fine
La decisione era nell’aria da tempo, anzi secondo alcuni era stata presa già lo scorso anno. La crisi economica non dà tregua in Spagna e così, dopo la chiusura dello stabilimento Yamaha (trasferito nella vicina Francia, 417 operai a casa), ora è il turno di Derbi. Dal prossimo 31 luglio chiuderà i battenti la storica fabbrica di Martorelles, a 20 km da Barcellona. Il marchio spagnolo da 12 anni era di proprietà di Piaggio: ora il gruppo di Pontedera ha deciso ora di spostare la produzione in Italia, per contenere i costi. I 164 dipendenti Derbi resteranno così a casa, a meno che non venga trovato un investitore pronto a rilevare lo stabilimento. Ma è piuttosto difficile.

http://www.insella.it/news/derbi-chiude-lo-stabilimento-di-barcellona
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da VidiV il Mer Feb 20, 2013 8:44 am

Sempre peggio..
Ricordiamoci che il mercato automobilistico è il corretto metro di misura della "sanità" mondiale....


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Re: Strategie produttive europee

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