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Strategie produttive europee

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Messaggio Da karme70 il Sab Mar 03, 2012 8:48 pm

Sta FIat marpionne made fa sempre più ribrezzo. Comportamenti vomitevoli. In quanto alla tipo dobbiamo considerare che è proprio il pianale tipo-tempra che è servito da base per dedra e 155. QUindi è proprio molto naturale che studiassero qualche alternativa sportiva su quel pianale. In fondo è un buon pianale e l'estrema semplificazione dell'ancoraggio degli accessori lo rende molto "plasmabile" per diverse soluzioni. In quegli anni la 155 spopolava in pista ma se ci pensate il pianale era quello di un'auto progettata per il tutto avanti e per destinare spazi immensi a passeggeri e bagagli. Alla fine a parte motore e pilota davanti girava in pista con 6 metri cubi di aria dal sedile al rivestimento posteriore ! La 75, con la trazione posteriore era più equilibrata ...magari un pò più scomoda per una famiglia!


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da Manolete il Dom Mar 04, 2012 4:54 am

karme70 ha scritto:'Sta Fiat marpionne made fa sempre più ribrezzo. Comportamenti vomitevoli.

è la logica del ricatto. Fate quello che vi si dice, altrimenti ne pagherete le conseguenze (vedi chiusure di stabilimenti o quant'altro). Il peggio è che non ci si può fare nulla, o quasi: io nel mio piccolo non comprerò più vetture del gruppo Fiat, almeno fin quando la dirigenza non tornerà ad agire eticamente.
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Dom Mar 04, 2012 9:28 am

Io credo che continuerò a comprarne per rispetto nei confronti di chi le fabbrica nel vero senso della parola. Però solo modelli ideati e costruiti in Italia giusto per fare passare un messaggio


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da spider il Dom Mar 04, 2012 11:15 am

Siamo nell'era della globalizzazione ... cosa dovrebbero dire i tedeschi del nuovo Opel Combo?
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Dom Mar 04, 2012 3:00 pm

Perchè dove lo fanno il combo? Per il momento l'alfa romeo giulietta è ancora ideata e costruita in Italia.....come la delta, la bravo, la punto, la mito .....almeno per ora
Vi rendete conto? ormai le auto prodotte in Italia su contano sulle punte delle dita .....Bei tempi quando la Lancia ti faceva la gamma, la beta berlina, beta coupè, hpe , commercializzava le A112 , la fiat la 132, la 131, la ritmo, la panda, l'alfa la 6, l'alfetta, la giulietta, la 33 , aggiungendo poi le mini innocenti ....una ventina di modelli sicuri per ogni periodo storico.
Avessero fatto anche il bolide a motore centrale su telaio tipo non ci sarebbe stata male....


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da toivonen83 il Dom Mar 04, 2012 3:39 pm

Scusa Boss...ho visto il link....certi restyling mi stringono il cuore tanto erano belli (fuoristrada, GTV simil 33 e 164 3P). Al mattatoio i somari che non li hanno fatti costruire!!!
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da 131A000 il Dom Mar 04, 2012 6:34 pm

Combo è un "badge engineering" del Doblo', fabbricato in Turchia a Bursa.

Pure Linea, Albea e Fiorino (nemo Bipper), sono fatte li...

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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da Manolete il Lun Mar 05, 2012 2:56 am

karme70 ha scritto:Perchè dove lo fanno il combo?

La serie precedente era prodotta ad Azambuja (Portogallo), l'attuale a Bursa (Turchia) negli stabilimenti Fiat.

karme70 ha scritto:Io credo che continuerò a comprarne per rispetto nei confronti di chi le fabbrica nel vero senso della parola.

Liberissimo di farlo, ci mancherebbe altro. Ma i miei soldi non andranno più ad alimentare un'azienda che si comporta in maniera non etica verso i suoi lavoratori, quelli dell'indotto e verso uno Stato che nel momento del bisogno gli ha dato più di una mano checché ne dica il suo AD. E basta con la scusa della globalizzazione per legittimare comportamenti di manager che impoveriscono il nostro paese e gonfiano di stock-options i loro già pingui stipendi!

spider ha scritto:Siamo nell'era della globalizzazione ... cosa dovrebbero dire i tedeschi del nuovo Opel Combo?

I costruttori tedeschi hanno moltissime fabbriche nel loro territorio e non si sognano nemmeno di chiuderle. Non se ne parlava nemmeno neanche nel periodo nero della Opel. Stessa cosa i costruttori francesi: loro prima di chiudere uno stabilimento in Francia ne chiudono uno che hanno all'estero (Renault chiuse il suo stabilimento in Belgio, PSA quello nel Regno Unito). D'altronde Sarkozy fu chiarissimo a tal riguardo: se PSA o Renault avesse chiuso una fabbrica nel territorio nazionale francese avrebbe dovuto rimborsare immediatamente il prestito che lo Stato francese aveva loro concesso con tanto di interessi maturati fino a quel momento.
Il gruppo Fiat, invece, chiude quelli in Italia e ne rileva di altri all'estero. Esempio: Una volta che uscirà di produzione la Musa (perché l'Idea è già fuori produizione), dove pensate che costruiranno la nuova monovolume? Ve lo dico io: in Serbia negli stabilimenti ex-Zastava. Altrimenti detto: ciao ciao Mirafiori ed il relativo indotto. Addio Torino, benvnuta Detroit!
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da 131A000 il Lun Mar 05, 2012 12:15 pm

18% delle Renault e 30 delle PSA sono fatte in Francia... Peggio della Fiat... E non fanno volumi molto più elevati.
Sarkozy come tutti gli altri non possono fare nulla contro i capi industria. oppure fare illusione su un azione a corto termine, come chiedere a Renault di fare le vetture elettriche in Francia. Ma che percentuale delle vendite rappresenterà?
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Lun Mar 05, 2012 6:13 pm

Manolete ha scritto:
I costruttori tedeschi hanno moltissime fabbriche nel loro territorio e non si sognano nemmeno di chiuderle. Non se ne parlava nemmeno neanche nel periodo nero della Opel. Stessa cosa i costruttori francesi: loro prima di chiudere uno stabilimento in Francia ne chiudono uno che hanno all'estero (Renault chiuse il suo stabilimento in Belgio, PSA quello nel Regno Unito). D'altronde Sarkozy fu chiarissimo a tal riguardo: se PSA o Renault avesse chiuso una fabbrica nel territorio nazionale francese avrebbe dovuto rimborsare immediatamente il prestito che lo Stato francese aveva loro concesso con tanto di interessi maturati fino a quel momento.
Il gruppo Fiat, invece, chiude quelli in Italia e ne rileva di altri all'estero. Esempio: Una volta che uscirà di produzione la Musa (perché l'Idea è già fuori produizione), dove pensate che costruiranno la nuova monovolume? Ve lo dico io: in Serbia negli stabilimenti ex-Zastava. Altrimenti detto: ciao ciao Mirafiori ed il relativo indotto. Addio Torino, benvnuta Detroit!

Una volta forse, addeso si stanno valutando la chiusura di Aulnay (Citroen C3)
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201202151200509840&chkAgenzie=DIRELEASE&titolo=Peugeot-Citroen,%20riprogrammato%20investimento%20in%20India

l' anno scorso ha chiuso la fabbrica di moto Peugeot

http://www.omnimoto.it/magazine/print_articolo_8305.html

La Renault apre una fabbrica in Marroco mente in Francia sono utilizziate
http://www.alvolante.it/news/renault_stabilimento_marocco-603981044

e i francesi stessi dicono che non conviene costruire in Francia

http://www.ansa.it/motori/notizie/rubriche/industriamercato/2012/02/08/visualizza_new.html_76494945.html

Opel ha chiuso la fabbrica di Aversa e valuta altre chiusure

http://www.autoblog.it/post/24705/opel-confermata-la-chiusura-della-fabbrica-di-anversa

http://www.automobilismo.it/gm-valuta-chiusura-fabbriche-opel-in-germania-e-uk-auto-15820

Perdonate Off Topic
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Lun Mar 05, 2012 10:31 pm

Direi che Michele abbia messo grande impegno per trovare tutto questo materiale interessantissimo


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da Manolete il Mar Mar 06, 2012 2:10 am

131A000 ha scritto:18% delle Renault e 30 delle PSA sono fatte in Francia...

Sì, ma la Renault e la Psa hanno quote di vendita molto più alte del gruppo Fiat nel mondo ed in Europa che compensano le percentuali che hai indicato e nessuno mette in discussione di spostare il loro quartier generale altrove che in Francia.
Quanto alla nuova fabbrica marocchina del gruppo Renault ci faranno delle Dacia che sono vetture da massimo 15000 euro.
La produzione delle due ruote Peugeot era pressoché simbolica nella fabbrica che hanno chiuso, ciò è dovuto al fatto che i concorrenti asiatici ed italiani sono ben più convincenti.
Quanto alla fabbrica Opel che chiuderà ad Anversa, vi ricordo che tale città si trova in Belgio e non in Germania.
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Messaggio Da sentrentu il Mar Mar 06, 2012 7:44 am

karme70 ha scritto:DDirei che Michele abbia messo grande impegno per trovare tutto questo materiale interessantissimo

Complimenti anche da parte mia Wink
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da 131A000 il Mar Mar 06, 2012 10:59 pm

Manolete ha scritto:
Sì, ma la Renault e la Psa hanno quote di vendita molto più alte del gruppo Fiat nel mondo ed in Europa che compensano le percentuali che hai indicato e nessuno mette in discussione di spostare il loro quartier generale altrove che in Francia.

Ah si? Nel mondo nel 2010:
PSA, 3.04 millioni di vetture Peugeot + Citroen
Fiat 2.46 millioni
Renault 2.4 millioni

In Francia c'è un detto che dice "l'erba è sempre più verde dal vicino"... Ma non siamo messi meglio che l'industria Italiana, va bene che ci sono 2 aziende, seno'... Il francese è forse sciovinista ma quando si parla di fare i soldi, il patriotismo non esiste più che sia di quà o di là delle Alpi...

Manolete ha scritto:
Quanto alla nuova fabbrica marocchina del gruppo Renault ci faranno delle Dacia che sono vetture da massimo 15000 euro.

E tu credi che i francesi continuerano a comperare la sorella SCenic fabbricata in Francia a 27000??? Ci sono stati 2 giorni d'indignazione durante la campagna elettorale, poi si è passato ad altro, tipo dire che l'avversario è senza esperienza, o troppo impulsivo, o dire che gli stranieri sono la fonte di tutti i mali perché non uccidono le pecore come noi, o non mangiano maiale, o vivono in roulotte...
Pero', per il lavoro e la miglior distribuzione delle richezze, non c'è nessuno che ha idee e volontà. Siamo a 9.4% di disoccupati, quelli che lavorano vengono ricattati e straproduttivizzati (in Francia la produttività oraria è la migliore di Europa) e quindi???? Dovremmo dirci che tutto va bene perché l'italo canadese è peggio del nostro libano brasiliano????
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Mar Mar 06, 2012 11:35 pm

Notizia di oggi

Peugeot Citroen/3 impianti a rischio, 2 anni per taglio capacità
Direttore industriale Psa Martin parla dopo alleanza con Gm

Roma, 6 mar. (TMNews) - Peugeot Citroen. Il primo gruppo automobilistico francese, conta di affrontare i propri problemi di sovracapacità produttiva in Europa "nei prossimi 18-24 mesi". Lo ha detto, dal salone di Ginevra dell'auto, il direttore industriale del gruppo Psa, Denis Martin sottolineando che i produttori del vecchio continente dovranno ispirarsi al modo con il quale costruttori americani come General Motors hanno affrontato il problema negli Stati Uniti.

Se dalla crisi del 2008 i tre grandi costruttori americani hannon ristrutturato drasticamente la loro capacità produttiva chiudendo 13 fabbriche, molto resta da fare in Europa, dove sono stati chiusi solo 2 impianti. E in Francia - scrive Le Monde - tre impianti sono particolarmente a rischio: Aulnay-sous-Bois, che produrrà le Citroen C3 fibno al 2014, ma senza alcun modello programmato per a sostituirle, Madrid, che fabbrica anch'esso le C3 insieme alle Peugeot 207, giunte alla fine del loro ciclo e Sevelnord, vicino a Valenciennes, dove il vuoto che lascerà Fiat dopo il suo distacco dal sito nel 2017, non è stato ancora riempito.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120306_00228.shtml

Grazie Boss per aver spostato i messaggi OT in questo topic! Very Happy

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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da Manolete il Mer Mar 07, 2012 3:04 am

131A000 ha scritto:Ah si? Nel mondo nel 2010:
PSA, 3.04 millioni di vetture Peugeot + Citroen
Fiat 2.46 millioni
Renault 2.4 millioni

La fonte di queste cifre? E Quanto al mercato europeo? Quante auto fabbricate in Francia dai costruttori francesi sono destinate al mercato domestico ed all'Europa? Perché qui è il nocciolo della questione.

131A000 ha scritto:

E tu credi che i francesi continuerano a comperare la sorella Scénic fabbricata in Francia a 27000?

Certamente. Non solo loro, ma anche gli europei. Chi decide di spendere circa 30000 euro per l'auto non si pone di certo il problema: questi clienti cercano un'auto che ha caratterisctiche che un veicolo che costa la metà non può dare loro. I clienti-tipo della Lodgy sono molto diversi da quelli della Scénic: ciò che interessa ai primi è avere un mezzo versatile al prezzo di un'auto usata senza troppo preoccuparsi dell'immagine del veicolo che guidano. Quelli della Scénic vogliono qualcosa di più a livello tecnologico e di immagine. Questo alla Renault lo sanno bene: la Dacia Lodgy non sarebbe mai esistita se gli uomini del marketing avessero pensato che questa potesse fare concorrenza alla Scénic (sul mercato del nuovo, ovviamente).
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da 131A000 il Mer Mar 07, 2012 12:39 pm

Manolete ha scritto:
131A000 ha scritto:Ah si? Nel mondo nel 2010:
PSA, 3.04 millioni di vetture Peugeot + Citroen
Fiat 2.46 millioni
Renault 2.4 millioni

La fonte di queste cifre? E Quanto al mercato europeo? Quante auto fabbricate in Francia dai costruttori francesi sono destinate al mercato domestico ed all'Europa? Perché qui è il nocciolo della questione.

131A000 ha scritto:

E tu credi che i francesi continuerano a comperare la sorella Scénic fabbricata in Francia a 27000?

Certamente. Non solo loro, ma anche gli europei. Chi decide di spendere circa 30000 euro per l'auto non si pone di certo il problema: questi clienti cercano un'auto che ha caratterisctiche che un veicolo che costa la metà non può dare loro. I clienti-tipo della Lodgy sono molto diversi da quelli della Scénic: ciò che interessa ai primi è avere un mezzo versatile al prezzo di un'auto usata senza troppo preoccuparsi dell'immagine del veicolo che guidano. Quelli della Scénic vogliono qualcosa di più a livello tecnologico e di immagine. Questo alla Renault lo sanno bene: la Dacia Lodgy non sarebbe mai esistita se gli uomini del marketing avessero pensato che questa potesse fare concorrenza alla Scénic (sul mercato del nuovo, ovviamente).

Le ciffre sono di fonte ufficiale tipo automotive news o qualcosa cosi, devo ricercare ma non ho tempo ora.

Per la tua seconda affermazione, sarà forse cosi in Italia, ma vieni a farti un giro in Francia e vedrai che i clienti francesi sono diversi.
Ti assicuro che Clio soffre della Sandero, Megane di Logan e presto Scenic di Lodgy. In Francia siamo meno fighetti e modaioli... Da quando ci sono queste, la produzione è ancora scesa pure se il marchio Renault è rimasto ai suoi livelli.

HO poco tempo ora per affinare, ma credimi, di Dacia ne vedo di più delle Fiat quà.


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da Manolete il Gio Mar 08, 2012 2:31 am


131A000 ha scritto:
Per la tua seconda affermazione, sarà forse cosi in Italia, ma vieni a farti un giro in Francia e vedrai che i clienti francesi sono diversi.
Ti assicuro che Clio soffre della Sandero, Mégane di Logan e presto Scénic di Lodgy. In Francia siamo meno fighetti e modaioli... Da quando ci sono queste, la produzione è ancora scesa pure se il marchio Renault è rimasto ai suoi livelli.

HO poco tempo ora per affinare, ma credimi, di Dacia ne vedo di più delle Fiat quà.


Sì lo so che il mercato francese è più ricettivo verso le auto a basso costo. Da noi c'è sempre stata e c'è ancora la "dittatura dell'immagine". Ma al di fuori della Francia e della Romania non è che si vedano tante Sandero e/o Logan. Tra l'altro leggevo qualche tempo fa su L'Auto Journal che i clienti che hanno comprato una Dacia difficilmente ne ricomprano un'altra. Non che queste vetture vadano male (io stesso ne ho avuta una in sostituzione della mia Mégane e ne rimasi favorevomente colpito), ma le finiture, il comfort ed i materiali sono così così: la gente ormai è viziata dal consumismo ed anche se compra una vettura a basso prezzo la considera una scelta "di ripiego". Da noi ha avuto un certo successo la Duster, ma è anche vero che i suv ora vanno di moda e si vendono tutti abbastanza bene.
Non ho dubbi che la Fiat abbia perso quote importanti di mercato in Francia ed in Europa: la sua gamma praticamente si regge sulle sue utilitarie, cosa che non è sufficiente sui mercati esteri.
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Gio Mar 08, 2012 4:15 pm

General Motors non esclude chiusura fabbriche in Europa
GM continua a cercare accordi con i sindacati e i governi per far tornare le sue attività a livelli di redditività dopo più di dieci anni di forti perdite

General Motors non esclude la possibilità di chiudere alcuni stabilimenti in Europa, mentre continua a cercare accordi con i sindacati e i governi per far tornare le sue attività a livelli di redditività dopo più di dieci anni di forti perdite. GM nel passato ha provato, senza successo nella maggior parte dei casi, a chiudere stabilimenti, soprattutto in Germania, dove i costi della forza lavoro sono piú alti e dove è situata la sede della sua divisione Adam Opel. Nel 2010 la società ha chiuso una fabbrica di Opel ad Anversa, in Belgio. Secondo gli analisti, Opel, come altre case automobilistiche europee, ha ancora piú stabilimenti del necessario.

Il vice presidente di GM, Stephen Girsky, nel corso del Motor Show di Ginevra ha dichiarato che la società sta lavorando alla sua prossima ristrutturazione. "Abbiamo già ridotto la nostra capacitá di personale", ha affermato, riferendosi ai tagli sui posti di lavoro degli ultimi anni. "Adesso dobbiamo prendere delle decisioni per quanto riguarda la capacitá tecnica", ha aggiunto. Il problema dell'eccesso di capacità di produzione è un argomento molto discusso all'auto show di Ginevra di questa settimana. Gli analisti stimano che il settore automobilistico europeo abbia la capacitá di produrre 1,5 milioni di auto in più annualmente rispetto agli acquisti effettivi, l'equivalente di circa 7 fabbriche auto.

"Non stiamo seduti con le mani in mano a sperare che il mercato migliorerà", ha dichiarato Girsky. "Questa societá ha subito forti perdite (in Europa) e sappiamo che continuare con la stessa strategia usata finora non funzionerà", ha aggiunto. Delle fonti informate sulle discussioni di GM in Europa hanno affermato che i manager della regione stanno valutando la chiusura degli stabilimenti di Ellesmere Port, nel Regno Unito, e di Bochum, in Germania.

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201203071059157497&chkAgenzie=DIRELEASE&titolo=General%20Motors%20non%20esclude%20chiusura%20fabbriche%20in%20Europa
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Ven Mar 23, 2012 5:42 pm

Opel verso la chiusura di due fabbriche in Europa

La prossima settimana (probabilmente mercoledì) il top management Opel illustrerà al Consiglio di amministrazione il piano di ristrutturazione che prevederebbe la chiusura di uno o due impianti in Europa con l'obiettivo di ridurre la capacità produttiva di circa il 30%. Lo rivela Automotive News. Dopo i quasi 600 milioni di euro persi nel 2011 (12° bilancio annuale in passivo), il gruppo General Motors si vede costretto ad accelerare il programma di rinascita delle attività europee. Secondo un membro del Consiglio dei lavoratori, che ha preferito restare anonimo, l'attuale eccessiva sovracapacità produttiva nella regione potrebbe essere smaltita con la chiusura di due stabilimenti che ora sono di troppo. Ma è chiaro che, in caso di effettiva decisione in tal senso, il board dei lavoratori si opporrebbe fermamente al piano. Sebbene le scorse settimane il presidente Karl-Friedrich Stracke abbia ribadito di voler onorare l'impegno preso a suo tempo di non chiudere fabbriche fino a tutto il 2014, la persistente sfavorevole congiuntura internazionale potrebbe davvero indurre General Motors a rivedere i propositi.

Lo stabilimento Opel di Bochum e quello Vauxhall di Ellesmere Port rimangono i candidati principali alla chiusura, ma Opel ha già tagliato i ritmi di produzione nell'impianto tedesco di Eisenach e nel sito spagnolo di Saragozza dove si assembla la Corsa. Se Gm Europe chiudesse le fabbriche, si potrebbe scatenare un processo a catena che andrebbe a coinvolgere anche le strutture del Gruppo Psa a seguito della recente alleanza strategica tra le due aziende

http://www.motori24.ilsole24ore.com/Industria-Protagonisti/2012/03/opel-verso-chiusura-due-fabbriche-europa.php
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Sab Mar 24, 2012 7:16 pm

Raga la situazione è veramente critica....considerando che corsa nella sua categoria era la più venduta d'Europa .....non sono notizie confortanti


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da michele131cl il Gio Apr 05, 2012 6:25 pm

Ghosn, n°1 Renault: "Meno lavoratori per ripartire"

New York - Carlos Ghosn come Sergio Marchionne. Il n° del Gruppo Renault-Nissan ha affermato che la crisi attualmente in corso nel Vecchio Continente costringerà la Renault a lavorare in "condizione di crisi". Stessa sorte tocca alla Nissan in Giappone, a causa principalmente della forza dello yen che frena le esportazioni. Per uscire da questa situazione, Ghosn torna a reclamare - per l'Europa- una maggiore libertà di ristrutturazione aziendale, se necessario anche con dei tagli ai posti di lavoro. E' questa, secondo lui, l'unica via per tornare a essere competitivi in futuro.

http://www.hubcomunicazione.it/asapress/8-attualita/46276-attualita-ghosn-nd1-renault-qmeno-lavoratori-per-ripartireq
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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da karme70 il Gio Apr 05, 2012 8:29 pm

Io non riesco a capire ...pare che l'unica soluzione siano i licenziamenti facili .....mi piacerebbe però che questa filosofia venisse applicata anche al settore pubblico dove, nonostante la crisi, c'è gente che continua a non fare un cacchio e passa dalle ferie alla malattia e poi ancora alle ferie ....e lo stipendio glielo paghiamo noi


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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da Manolete il Ven Apr 06, 2012 1:48 am

karme70 ha scritto:Io non riesco a capire ...pare che l'unica soluzione siano i licenziamenti facili ....

è più facile licenziare migliaia di operai che tagliare lo stipendio di manager inefficenti che tra l'altro se e quando lasciano l'incarico lo fanno con laute stock-options e pensioni da armatori greci dei tempi che furono!

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Re: Strategie produttive europee

Messaggio Da 131A000 il Ven Apr 06, 2012 7:51 pm

Tanto, per fare profitti veloci, l'unica variabile di agiustamento veloce è la massa salariale (non ho tempo di tradurre i termini giusti, comunque penso di rendere l'idea).

Quindi licenziare manodopera diretta influisce subito sui costi e cosi i manager realizzano gli obiettivi che sono dettati loro per avere i loro 2 a 3 mesi di bonus a fine anno... Il sistema è viziato inn quel modo e ad oggi ci sono molto più gestori che operativi....

Ad esempio, la mia azienda ha fatto ciffre stratosferiche tali, come il nostro maggiore azionista è PSA, ha permesso alla stessa PSA di chiudere in positivo.
Mi hanno dato il 2.2% sapendo che sono molto sotto il mercato, e quello un livello sopra di me che mi lascia fare tanto non ci capisce un ca...o si è comprato la moto nuova a gennaio... si è preso 20000 euro!!! Da vomitare, anzi, sto piantando casino, vediamo come finirà, io lo so e vi terro' informati....

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Re: Strategie produttive europee

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